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Lug 25

Quinoa

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In: Agricoltura, Come si coltivano

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Fonte immagine: http://blogs.extension.org/mastergardener/2013/02/

Quinoa:

una coltura nutraceutica la cui coltivazione è possibile anche in Italia con il sistema dell’agricoltura biologica

Quinoa, la tassonomia:
Famiglia: Chenopodiaceae 
Genere: Chenopodium  
Specie: Chenopodium quinoa Willdenow.

La varietà più utilizzata è la quinoa Real per il suo basso tenore di saponina.

Secondo la Fao (L’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura) la quinoa ha un alto contenuto di vitamine e di minerali come Ferro, Fosforo, Potassio, Calcio, Zinco e Magnesio.

La quinoa è indicata sia per i diabetici in quanto contiene un amido a basso indice glicemico sia per i celiaci perchè non contiene glutine.

La quinoa è ricca anche in fibre .

Nonostante la quinoa appartenga alla famiglia delle Chenopodiaceae viene erroneamente coniderata un cereale in quanto i suoi semi si possono  macinare per ottenere una farina panificabile.

Descrizione

La  quinoa  è  una  pianta  erbacea  annuale  classificata come una pianta C3.


Radice
L’apparato radicale  della quinoa è fittonante, molto profondo (anche 180 cm) e ramificato che conferisce alla pianta sia una buona stabilità sia un’ottima  resistenza  alla  siccità. Dalla radice primaria si dipartono numerorose radici secondarie. L’apparato radicale assume una colorazione differente a seconda del terreno in cui cresce.

FustoIl fusto della quinoa è  legnoso ed eretto con un’altezza variabile da 30 cm a 3 m. Dal fusto principale possono svilupparsi delle ramificazioni. Il diametro dello stelo può variare da 1 a 8 cm in funzione al genotipo della pianta, delle concimazioni e della densità di semina. Il colore del fusto varia al variare delle varietà e delle fasi fenologiche, può assumere colorazioni che vanno dal  verde al rosso (spesso striato). L’ epidermide dello stelo è cutinizzata. All’interno è presente un midollo che scompare alla maturazione, lasciando il gambo secco e vuoto.

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In: Come si coltivano

Commenti disabilitati su La coltivazione del Tef (Eragrostis tef (Zucc.) Trotter

fonte immagine Wikipedia

La coltivazione del Tef (Eragrostis tef (Zucc.) Trotter

Sempre più spesso si trova sugli scaffali dei prodotti in cui sono presenti delle colture alternative, come ad esempio i semi di chia, il tef, l’amaranto ecc. Generalmente conosciamo molto poco queste colture sia dal punto di vista storico sia dal punto di vista colturale. Alcune colture si adattano bene nei nostri areali e potrebbero essere una valida alternativa alle colture più tradiionali (vedi articoli su quinoa, goji e lavanda). Oggi farò un articolo su La coltivazione del Tef (Eragrostis tef (Zucc.) Trotter che è uno dei cereali con il seme più piccolo in assoluto e che si può coltivare con il metodo dell’agricoltura biologica.

la coltivazione del tef è tipica dell’Etiopia dove è largamente coltivato e gli abitanti lo usano come cibo quotidianamente.

Il tef

 Nomi comuni: tef, tafi, taf.
Nome botanico: Eragrostis tef (Zucc.) Trotter.
Famiglia Poaceae
Subfamiglia Eragrostidae
Tribù Eragrosteae
Genere Eragrostis; al genere appartengono 300 specie.

Descrizione della pianta:
il Tef è una pianta con fotosintesi C4 ed è a ciclo annuale.
L’apparato radicale è fascicolato, il culmo è prevalentemente eretto anche se alcune cultivar hanno uno stelo che flette.
Le foglie hanno una guaina glabra e aperta, la ligula è corta e la lamina è molto stretta e termina con un apice allungato.
L’infiorescenza è una pannocchia che ha diverse forme passando da compatta (compact) a molto spargola (very loose), vedi immagine

ogni fiorellino ha:

  1. un lemma,
  2. una palea,
  3. tre stami,
  4. un ovario,
  5. uno due e in casi eccezionali tre stimmi piumati. (vedi figura sottostante per conoscere ila botanica del fiore)
http://www-plb.ucdavis.edu
fonte unirc

la cariosside ha una lunghezza di 0,9-1,7 mm e 0,7-1 mm di diametro e il suo colore varia dal bianco al marrone scuro

Origine

il tef sembra essere endemico dell’Etiopia anche se la data e il luogo esatto del suo “addomesticamento” sono ancora sconosciuti però sembra esserci dubbio che sia coltivato in quei luoghi dal 1000 a 4000 a.C. (ancora prima dell’introduzione del farro e dell’orzo). Nel 1866 furono trovati dei semi di Eragrostis repriaria o Eragrostis pilosa sia nella piramide di Dashur (3359 a.C.) sia nella citta ebraica di Ramses in Egitto (1300 a.C.) questo ritrovamento dimostrerebbe la coltivazione di E. tef nell’antico Egitto.

Proprietà

La proprietà nutrizionali sono simili a quelle del miglio anche se il tef contiene una quantità più elevata di amminoacidi essenziali, compresa la Lisina che è l’amminoacido più limitante (il riso e l’avena ne contengono di più). Per alcuni ricercatori il tef ha un contenuto di Ferro più elevato rispetto ad altri cereali. C’è da sottolineare che il tef è un alimento Gluten free quindo è adatto ai celiaci. Di seguito una tabella degli amminoacidi contenuti nel tef e in altri cereali.

Usi

In Etiopia il tef è coltivato per la granella dalla quale si ottiene una farina usata principalmente per preparare il pane locale (enjera) che è simile ad un pancake. La cariosside è fermentescibile e si può usare per ottenere delle bevande alcoliche come il tela e/o katikala. Recentemente l’industria alimentare usa la farina di questo cereale in quanto il tef è un aliemento Gluten free adatto ai celiaci qui di seguito alcuni esempi

Ecologia

Il Tef si adatta a una vasta gamma di ambienti e attualmente è coltivato in diverse condizioni agroclimatiche, esso può essere coltivato sia al livello del mare sia ad un altitudine di 2800 m.s.l.m. e in diverse condizioni climatiche passando da ambienti piovosi ad ambienti più aridi. Tuttavia il tef predilige:

  1. altitudine compresa tra i 1800-2100 metri (nei luoghi di origine)
  2. precipitazioni annue intorno ai 750-850 mm (dei quali almeno 450-550 devono cadere nel periodo della crescita)
  3. temperatura tra i 10°C e 27°C

Tecnica colturale

Il tef viene coltivato più o meno allo stesso modo del grano e dell’orzo. Le lavorazioni principali sono arature o rippature medio superficiali (20/25 cm) e successive frangizollature. Bisogna porre particolare attenzione al letto di semina in quanto il seme è estremamente piccolo.

La dose di seme è compresa tra i 25-30 kg/ha, il seme è piccolissimo infatti il peso di 1000 semi è di solo 265 mg.

Dopo la semina si consiglia un passaggio con il rullo per far aderire meglio il seme al terreno per favorire la germinazione.

Nell’avvicendamento può essere inserito con colza (Brassica napus), girasole (Helianthus annus), mais (Zea mays) e sorgo (Sorghum bicolor). Il tef può seguire una leguminosa come favino (Vicia faba), cece (Cicer arietinum) oppure pisello (Pisum sativum).

Il seme non deve essere posto a profondità superiori di 2 cm.

si è notato che dai terreni argillosi si sviluppano piante più alte rispetto ai terreni sabbiosi.

Il tef può essere considerato un cereale primaverile-estivo, il periodo di semina va dalla tarda primavera sino all’estate inoltrata, però consiglia di seminare nel periodo in cui ho almeno almeno 300-500 mm di pioggia al fine di garantire una crescita e una produzione adeguata. In zone dove le condizioni climatiche sono più aride si possono coltivare varietà a maturazione precoce (60-75 giorni)

Concimazione

Le dsi dei macroelementi è differente a seconda del tipo di terreno di seguito una tabella chiarificatrice

N (kg/ha) P2O5 (kg/ha) K2O (kg/ha)
terreni argillosi (Vertisuoli) 60 26
terreni sabbiosi 40 26

si consiglia di dare usare l’Urea distribuendone, circa 2/3 durante la semina, 1/3 in fase di levata e 1/3 in fase di botticella

Si ricorda che:

  1. l’azoto ha la funzione di far accrescere la pianta, quindi oltre alla produzione di granella avrò anche una buona produzione di paglia,
  2. il fosforo migliora la produzione e la qualità della granella,
  3. il potassio ha un’importanza monore nella produzione del tef e comunque generalmente i nostri suoli sono ricchi di potassio

Difesa

La lotta contro le erbe infestanti è essenziale per evitare la competizione per l’acqua a disposizione.

Ricorrere a buone prassi agronomiche come false semine, uso di semi selezionati e non inquinati da infestanti riducono l’uso di diserbi chimici. Faccio presente che attualmente non sono a conoscenza di prodotti registrati per il Tef, quindi si raccomanda di verificare sempre l’etichetta prima dell’uso del prodotto.

 Raccolta

La raccolta avviene quando la pianta incomincia a ingiallire senza aspettare che la pianta sia troppo secca in quanto il culmo si potrebbe spezzare in quanto sarebbe troppo fragile potrebbero esserci perdite di granella.

Principali malattie o parassiti

Non si rilevano malattie e/o parassiti che possono causare seri problemi alla coltura

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Immagini tratte da internet

Lycium barbarum bacche di Goji

una coltura nutraceutica la cui coltivazione è possibile anche in Italia con il sistema dell’agricoltura biologica

Recentemente sono stato presso la Soc. S. Agr. Bragaglia, Ezio, Felio e Fabio in Magliano in Toscana nel cuore della Maremma Grossetana per poter osservare il loro impianto di Goji (visita il loro sito http://www.bacchedigojionline.it/).

Fabio Bragaglia, un giovane agricoltore Toscano, ha avuto l’idea di impiantare  3000 metri di  Lycium barbarum in Toscana, e attualmente è il primo agricoltore toscano che produce e vende le famose bacche di Goji.

L’azienda Bragaglia non produce solo bacche essiccate ma trasforma il fresco in confetture, che vi assicuro essere buonissime, e nel prossimo futuro immetterà sul mercato altri prodotti.

Come dicevo l’impianto di Goji della Soc. S. Agr. Bragaglia, Ezio, Felio e Fabio interessa 3000 metri, il sesto d’impianto è 1.6 m x 2.8 m. e le piante sono impalcate come dalle seguenti foto.

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Nelle 700 piante presenti in azienda Fabio ha notato una grande variabilità genetica,  piante che fanno frutti allungati altri più rotondi, piante che fioriscono prima altre che fioriscono dopo. Questa diversità genetica, come è giusto che sia, Fabio la considera un vantaggio in quanto sta portando avanti uno studio di selezione per poter aumentare la superficie coltivata a Goji con il materiale genetico che meglio si adatta alle condizioni climatiche della zona.

 

classificazione botanica

la tassonomia:
Famiglia: Solanacee
Genere: Lycium
Specie: barbarum L.

Lycium barbarum (Goji) è  originario della Cina, che appartiene alla famiglia delle Solanacee, come pomodori e patate, peperoni ecc. Le sue bacche sono note per essere un rimedio naturale utilizzato nella medicina tradizionale cinese. Al Goji sono attribuiti innumerevoli benefici per la salute, per esempio è stato dimostrato che ha la capacità di assorbire dieci volte più radicali liberi dei mirtilli.

 Il Goji  è  una pianta arbustiva decidua perenne; in natura può raggiungere anche i 5 metri di altezza ma generalmente le piante coltivate non superano i 2 metri.

Foglie: ovali,

Fiori : il fiore è ermafrodita di colore viola e impollinazione è entomofila.

Frutti: sono rossi come le ciliegie di dimensione 1-2 cm. I frutti contengono da 10 a 30 piccoli semi gialli.

 Fasi fenologiche

Fiorisce dalla tarda primavera ad estate inoltrato, generalmente da aprile a maggio o e fruttifica da maggio ai primi di ottobre.

 Esigenze ambientali e di suolo

Le piante lignificate, durante il riposo vegetativo sopportano bene temperature che arrivano  anche – 15°C.
Il Goji predilige l’esposizione al  pieno sole.
Lycium barbarum non ha particolari esigenze di suolo anche se predilige un terreno ben drenato, tollera un pH tra 6,0 e 8,2,  anche se il pH ottimale è 7,5

datto per: la luce (di sabbia), medio (argilloso) e pesanti (argilla) suoli, preferisce terreno ben drenato e può crescere in terreni nutrizionalmente poveri. Adatto pH acido, (alcaline) terreni neutri e basici. Può crescere in semiombra (bosco light) o nessuna ombra. Predilige terreni umidi. L’impianto può tollerare l’esposizione marittima.

 Principali avversità

Fabio Bragaglia ha dichiarato che le principali avversità che ha riscontrato sono degli attacchi da parte di cimici e di Drosophila suzukii .

Purtroppo come per altre nuove interessanti colture che si affacciano nei nostri piani colturali (quinoa, amaranto ecc.) non esistono prodotti fitosanitari registrati. Però data la tipologia di mercato è consigliabile coltivare il Goji col sistema dell’agricoltura biologica.

 

Per maggiori informazioni sul Goji contattateci.

qui di seguito i contatti di Fabio Bragaglia:

BV