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Agricoltura: primo bando per Progetti Integrati di Filiera con 90 milioni in dote

Arrivano i nuovi  progetti integrati di filiera (PIF).

Il bando (“condizionato”), prevede una dotazione di 90 milioni di € e sarà consultabile sul Burt dal prossimo 3 giugno.

I PIF sono uno strumento per aggregare tutti gli attori di una filiera agroalimentare o forestale (agricoltori, imprese di trasformazione e commercializzazione) con lo scopo di superare le principali criticità della filiera stessa e favorire i processi di riorganizzazione e consolidamento realizzando relazioni di mercato più equilibrate.

Regole per partecipare ai Progetti Integrati di Filiera

1)  il numero minimo di partecipanti  per ciascun PIF è 12, di questi almeno 5 devono essere partecipanti diretti. Almeno 3 dei  partecipanti diretti devono svolgere un ruolo all’interno del PIF nell’ambito della fase di produzione primaria. I partecipanti diretti richiedono contributi e sostengono l’onere finanziario degli investimenti, nell’ambito della sottomisura o operazione che attivano. Il partecipante indiretto si avvantaggia della ricadute positive del progetto però non è coinvolto direttamente nella realizzazione degli obiettivi del progetto di filiera e non richiede contributi.

2) Gli accordi di filiera, sottoscritti grazie ai PIF, sia dai partecipanti diretti che indiretti, rappresentano dei veri e propri contratti. I firmatari sono legati tra loro, per almeno tre anni, da vincoli di carattere contrattuale che regolano obblighi e responsabilità reciproche per il raggiungimento degli obiettivi. Negli impianti di trasformazione o nelle strutture di commercializzazione finanziati nell’ambito del PIF le materie prime o i prodotti semilavorati devono provenire, per almeno il 51% del totale, dalle imprese agricole (o loro aggregazioni) di produzione primaria partecipanti al PIF.

3) Capofila: è un partecipante diretto che ha il compito di aggregare e rappresentare i diversi partecipanti al progetto, seguirne la realizzazione e curare gli adempimenti tecnici ed amministrativi legati alla sua attuazione. Deve coordinare l’animazione e l’informazione al fine di garantire la massima diffusione delle opportunità legate al progetto, nonché la trasparenza nella formazione delle aggregazioni: si tratta di un’attività obbligatoria che dovrà essere inclusa all’interno del progetto PIF.

4) Sottomisure che è possibile attivare nell’ambito del bando PIF

sottomisura 3.1 “Partecipazione a regimi di qualità dei prodotti agricoli e alimentari”;

sottomisura 3.2 “Attività di informazione e promozione”;

sottomisura 4.1 “Sostegno agli investimenti alle aziende agricole”;

sottomisura 4.2 “Investimenti nella trasformazione, commercializzazione e/o lo sviluppo dei prodotti agricoli”;

sottomisura 6.4 “Sostegno a investimenti nella creazione e nello sviluppo di attività extra-agricole”

sottomisura 8.6 “Sostegno a investimenti in tecnologie silvicole, trasformazione, mobilitazione, commercializzazione prodotti delle foreste”;

sottomisura 16.2 “Sostegno a progetti pilota e di cooperazione”.

5) Minimali e massimali del PIF: l’importo minimo di spesa complessiva ammissibile per ciascun PIF deve essere pari o superiore a 400 mila euro. Il massimo contributo concedibile per l’intero progetto PIF è pari a 3,5 milioni di euro.

6) Le filiere interessate sono praticamente tutte quelle dei settori agricolo, agroalimentare e forestale (legno-energia).

E’ possibile presentare progetti multifiliera, ovvero su più filiere concentrate su un determinato territorio e/o di filiera corta.

7) Termini per la presentazione dei progetti: i PIF devono essere sottoscritti e presentati a decorrere dal 15 luglio 2015 ed entro il 30 settembre 2015. Una Commissione di valutazione, che sarà appositamente nominata, provvederà alla selezione dei progetti.

Fonte www.regione.toscana.it

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