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Immagini tratte da internet

Lycium barbarum bacche di Goji

una coltura nutraceutica la cui coltivazione è possibile anche in Italia con il sistema dell’agricoltura biologica

Recentemente sono stato presso la Soc. S. Agr. Bragaglia, Ezio, Felio e Fabio in Magliano in Toscana nel cuore della Maremma Grossetana per poter osservare il loro impianto di Goji (visita il loro sito http://www.bacchedigojionline.it/).

Fabio Bragaglia, un giovane agricoltore Toscano, ha avuto l’idea di impiantare  3000 metri di  Lycium barbarum in Toscana, e attualmente è il primo agricoltore toscano che produce e vende le famose bacche di Goji.

L’azienda Bragaglia non produce solo bacche essiccate ma trasforma il fresco in confetture, che vi assicuro essere buonissime, e nel prossimo futuro immetterà sul mercato altri prodotti.

Come dicevo l’impianto di Goji della Soc. S. Agr. Bragaglia, Ezio, Felio e Fabio interessa 3000 metri, il sesto d’impianto è 1.6 m x 2.8 m. e le piante sono impalcate come dalle seguenti foto.

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Nelle 700 piante presenti in azienda Fabio ha notato una grande variabilità genetica,  piante che fanno frutti allungati altri più rotondi, piante che fioriscono prima altre che fioriscono dopo. Questa diversità genetica, come è giusto che sia, Fabio la considera un vantaggio in quanto sta portando avanti uno studio di selezione per poter aumentare la superficie coltivata a Goji con il materiale genetico che meglio si adatta alle condizioni climatiche della zona.

 

classificazione botanica

la tassonomia:
Famiglia: Solanacee
Genere: Lycium
Specie: barbarum L.

Lycium barbarum (Goji) è  originario della Cina, che appartiene alla famiglia delle Solanacee, come pomodori e patate, peperoni ecc. Le sue bacche sono note per essere un rimedio naturale utilizzato nella medicina tradizionale cinese. Al Goji sono attribuiti innumerevoli benefici per la salute, per esempio è stato dimostrato che ha la capacità di assorbire dieci volte più radicali liberi dei mirtilli.

 Il Goji  è  una pianta arbustiva decidua perenne; in natura può raggiungere anche i 5 metri di altezza ma generalmente le piante coltivate non superano i 2 metri.

Foglie: ovali,

Fiori : il fiore è ermafrodita di colore viola e impollinazione è entomofila.

Frutti: sono rossi come le ciliegie di dimensione 1-2 cm. I frutti contengono da 10 a 30 piccoli semi gialli.

 Fasi fenologiche

Fiorisce dalla tarda primavera ad estate inoltrato, generalmente da aprile a maggio o e fruttifica da maggio ai primi di ottobre.

 Esigenze ambientali e di suolo

Le piante lignificate, durante il riposo vegetativo sopportano bene temperature che arrivano  anche – 15°C.
Il Goji predilige l’esposizione al  pieno sole.
Lycium barbarum non ha particolari esigenze di suolo anche se predilige un terreno ben drenato, tollera un pH tra 6,0 e 8,2,  anche se il pH ottimale è 7,5

datto per: la luce (di sabbia), medio (argilloso) e pesanti (argilla) suoli, preferisce terreno ben drenato e può crescere in terreni nutrizionalmente poveri. Adatto pH acido, (alcaline) terreni neutri e basici. Può crescere in semiombra (bosco light) o nessuna ombra. Predilige terreni umidi. L’impianto può tollerare l’esposizione marittima.

 Principali avversità

Fabio Bragaglia ha dichiarato che le principali avversità che ha riscontrato sono degli attacchi da parte di cimici e di Drosophila suzukii .

Purtroppo come per altre nuove interessanti colture che si affacciano nei nostri piani colturali (quinoa, amaranto ecc.) non esistono prodotti fitosanitari registrati. Però data la tipologia di mercato è consigliabile coltivare il Goji col sistema dell’agricoltura biologica.

 

Per maggiori informazioni sul Goji contattateci.

qui di seguito i contatti di Fabio Bragaglia:

BV