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Stevia – Stevia rebaudiana Bertoni

fonte immagine: http://www.reherb.eu/en/content/stevia-rebaudiana

Stevia – Stevia rebaudiana Bertoni

una coltura la cui coltivazione è possibile anche in Italia con il sistema dell’agricoltura biologica

Stevia – Stevia rebaudiana Bertoni, la tassonomia:
Famiglia: Asteracee (Composite)
Genere: Stevia
Specie: rebaudiana Bertoni.

La varietà più conosciuta è la Stevia rebaudiana Bertoni anche se in natura ne esistono più di 100 varietà.

Le varietà più apprezzate sono: Criolla, Morita e Eirete:

  • Native Variety (Criole/Criolla):  ha un sapore meno dolce rispetto ad altre  però è molto resistente alle carenze idriche,
  • Stevia Eirete: è un ibrido originato in Paraguay  ed è usato per la coltivazione in pieno campo: il prodotto ottenuto da questa varietà ha un potere dolcificante maggiore della Native
  • Stevia Morita II: questa varietà è stata selezionata per ottenere un prodotto con un potere dolcificante  maggiore della Native però è più sensibile alla mancanza d’acqua
  • Stevia Morita III: è una varietà ottenuta dall II, il potere dolcificante è uguale alla varietà genitrice però è più resistente alle carenze idriched
  • Katupyry: varietà selezionata in Paraguay  èd è adatta per i climi aridi ed è dotata di elevato potere dolcificante

Descrizione

La Stevia rebaudiana è una pianta perenne ed è originaria  dell’Alto Paraná nel Paraguay sudorientale. 

La Stevia è un suffruttice, i fusti  tendono a diventare legnosi, il portamento è eretto. Nelle prime fasi  ha un solo stelo, ma crescendo negli anni  assume un portamento cespuglioso. Nel suo ambiente naturale raggiunge i 90 cm ma se coltivato ai tropici può superare il metro

Radice: l’apparato radicale  è fibroso, sono presenti  numerose radichette laterali, ed è sprovvisto del principio dolcificante

Fusto: il fusto è tomentoso (ricco di peluria), inizialmente ha una consistenza erbacea ma nel proseguire della stagione tende a lignificare alla base

Foglie: le foglie sono la sede centrale del principio dolcificante (denominato stevioside e rebaudoside A). La loro forma è lanceolata, seghettate e tomentose in entrambe le pagine. Il colore è verde chiaro nella pagina inferiore e verde scuro nella pagina superiore

Infiorescenza: i fiori sono molto piccoli, sono ermafroditi, la corolla ha 5 petali campanulati

Frutto: è un achenio indeiscente molto piccolo, dotato di pappo, (peso di 1000 semi circa 0,20 g)

                    particolari dell’infiorescenza del fusto e della foglia

Coltivazione della Stevia

Preparazione del suolo: L’adeguata preparazione del terreno, prima dell’impianto della coltura, è essenziale per ottenere un buon sviluppo e una buona produzione. La Stevia richiede una rigorosa preparazione del terreno. E’ necessario preparare un buon letto di semina econsiglia un’aratura a una  profondità non superiore a 25 cm.

Prima di mettere a dimora le giovani piante è importante aver fatto tutte le concimazioni e i trattamenti necessari.

E’ importante iniziare la fertilizzazione circa un mese dopo il trapianto con concimi a lenta cessione, il massimo utilizzo degli elementi nutritivi coincide con il maggiore sviluppo della pianta, quindi nei mesi tra giugno e agosto dobbiamo apportare sempre il concime.

Il seguente  schema di fertilizzazione può servire da guida per : 180 kg / ha di azoto (N), 60 kg / ha di potassio (K) e 92 kg / ha di fosforo (P).

Riproduzione per seme

Con il seme ottenuto possiamo procedere alla preparazione del semenzaio, si consiglia un buon terriccio organico di tessitura fine e drenante su cui appoggiare i semi, che non devono essere coperti perché la germinazione avviene alla luce. Il tempo di germinazione è molto lungo servono almeno quarantacinque giorni a 20°C, quando la piantina avrà 6-8 foglie vere, è pronta per il trapianto.

Riproduzione per talea

La talea si ottiene più facilmente da punta (3-4 nodi). L’epoca migliore per fare le talee  è la tarda primavera. Le talee radicano circa in 15-20 giorni e sono pronte al trapianto dopo quarantacinque giorni.

 Esigenze ambientali

I  requisiti  più importanti sono clima, fotoperiodo, temperatura, terreno, pH del terreno e acqua.

Fotoperiodo I fotoperiodi lunghi aumentano la lunghezza degli internodi, l’area fogliare, il peso secco e accelerano l’aspetto delle foglie. La sostanza secca si riduce della metà con un fotoperiodo di pochi giorni. Il fotoperiodo critico per lo sviluppo della stevia è di 13 ore, ma esiste una grande variabilità genetica tra gli ecotipi.

Temperatura La Stevia è una specie originaria della zona subtropicale semi umida con temperature estreme comprese tra -6 e 43 ̊C, con una media di 24 ̊C. Si ritiene che la temperatura ottimale è compresa tra 24 e 28 ̊C. Nei nostri climi la stevia presenta un ciclo colturale primaverile estico con un periodo di quiescenza in inverno.

Terreno Il terreno ideale  della stevia è sabbioso-argilloso, argilloso e sabbioso-limoso. Si adatta bene a terreni con un buon drenaggio,. Non sopporta il ristagno idrico. 

pH Il pH ottimale è quello sub-acido ma sopporta valori di 7,5 purchè non ci sia una salinità elevata

Acqua: Il fabbisogno idrico di questa specie è alto e continuo; cioè, l’acqua non deve mancare durante le diverse fasi del suo sviluppo.  Stevia non tollera lunghi periodi di siccità, per cui nelle zone in cui le precipitazioni annuali sono inferiori a 1.400 mm è necessario utilizzare sistemi di irrigazione. Uno studio in Toscana ha messo inm risalto che tra giugno e agosto la Stevia necessita circa 500 mm di acqua, nelle fasi iniziali la pianta ha un consumo più alto rispetto alle fasi successive. Nei nostri areali l’irrigazione è indispensabile

Semina

il sesto di impianto  è 0,45 m x 0,20 m avendo una densità di  oltre 100.000 piantine/ha.

La Stevia può essere piantata in qualsiasi momento dell’anno, purché si abbia a disposizione un sistema di irrigazione, però per garantire il successo del trapianto, è consigliabile iniziare le piantagioni nei mesi più piovosi.

Raccolta

La raccolta avviene tramite lo sfalcio della parte aerea avendo cura di preservare le gemme basali.

Nella zona di origine, dove la coltura presenta una vegetazione continua, lo sfalcio avviene più volte all’anno (massimo di tre sfalci). Nei nostri areali la Stevia si comporta come primaverile estiva, con periodo invernale di quiescenza.

Il prodotto sfalciato deve essere sottoposto al processo dell’essiccazione, per ridurre l’unidità a valori inferiori al 10%. L’essicazione può eessere fatto o con forni termoventilati oppure al Sole.

Successivamento allo sflacio è necessario procedere la battitura manuale o meccanica, operazione che consente la separazione delle foglie dagli steli. La parte fogliare  ottenuta dalla battitura deve essere sottoposta a operazione di ventilazione, al fine  di separare, in funzione del peso, diverse frazioni di erbe dalla polvere e dalle impurità inerti.

 

Per maggiori informazioni sulla stevia contattateci.