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GLI AIUTI DIRETTI NELLA PAC 2014 – 2020

I nuovi pagamenti diretti entreranno in vigore dal 1 gennaio 2015. Uno dei principali obiettivi del nuovo sistema di pagamenti diretti è quello di migliorare la distribuzione del sostegno, sia tra gli stati membri (convergenza esterna) sia all’interno dello stato membro (convergenza interna). La base di calcolo è l’ettaro ammissibile. La prima assegnazione dei titoli avverrà entro il 15 maggio 2015. Per ricevere i titoli è necessario possedere i seguenti requisiti: Aver presentato una domanda di aiuto per il 2013 Essere agricoltore attivo Presentare una domanda di assegnazione dei titoli entro il 15 maggio 2015. I pagamenti diretti verranno sottoposti alla cosiddetta disciplina finanziaria, ciò significa che la commissione adatterà annualmente il plafond nazionale degli stati membri per rispettare il quadro finanziario dell’UE. Per quanto riguarda la definizione dell’agricoltore attivo, il regolamento prevede una “lista nera” di soggetti che NON possono accedere agli aiuti diretti, tale lista comprende gli aeroporti, le ferrovie, gli acquedotti, i servizi immobiliari, sportivi, ricreativi e i campeggi. Gli stati membri possono ampliare la lista nera dei soggetti esclusi e possono anche considerare automaticamente attivi i beneficiari di importi inferiori ad un determinato livello. Il nuovo pagamento diretto è scomposto in diverse componenti, alcune obbligatorie altre facoltative. Le componenti obbligatorie sono: Pagamento di base, che può andare dal 18% al 68% per differenza rispetto alle altre componenti, Pagamento addizionale per clima e ambiente “greening”, che costituisce il 30%, Pagamento addizionale insediamento giovani, che può arrivare fino al 2%, Le componenti facoltative sono: Pagamento redistributivo primi ettari, che può arrivare fino al 30%, Pagamento addizionale per agricoltori in aree con limitazioni naturali, che può arrivare fino al 5% Pagamento volontario accoppiato, associato alla produzione di specifiche colture o in specifici territori, che può arrivare fino al 13% a cui si può aggiungere un 2% vincolato alla produzione di colture proteiche. A tutte queste componenti si può aggiungere un pagamento flat per i piccoli agricoltori che può arrivare fino al 10% del totale. Se lo stato membro decide di applicare solo le componenti obbligatorie si avrà un pagamento base del 68%, un pagamento greening del 30% e un pagamento giovani del 2%. Se lo stato membro decide di attivare tutti i pagamenti per la percentuale massima stabilita, si avrà un pagamento base del 18%, greening 30%, giovani 2%, zone a vincolo 5%, redistributivo 30%, accoppiato 15%. Il totale per il 10% può essere riservato ai piccoli agricoltori. Il pagamento base rimpiazza il PUA (premio unico aziendale). Gli stati membri possono decidere se applicarlo a livello nazionale o regionale. Devono comunque lasciare a riserva nazionale una quota fino al 3% per i giovani ed i nuovi agricoltori, aree a rischio abbandono, agricoltori con svantaggi specifici. Chi percepisce il pagamento base è sottoposto al rispetto della condizionalità. L’applicazione dei criteri di regionalizzazione e convergenza è un nodo cruciale perché può determinare dei profondi effetti redistributivi. Come si è visto molte scelte sono demandate ai singoli stati membri e dovranno essere assunte al massimo entro il 1 agosto 2014. L’Italia propende per la regione unica nazionale, che parifica i pagamenti diretti a lungo termine in tutto il territorio nazionale; per una convergenza con il metodo irlandese; per il pagamento greening calcolato in percentuale dei pagamenti diretti; per l’applicazione dei pagamenti accoppiati al 15%; per l’applicazione di un pagamento redistributivo al 5% al fine di evitare ogni riduzione progressiva sopra i 150.000 euro; per l’adozione di una soglia minima di pagamento di 300 euro; per l’adozione del regime piccoli agricoltori; per la non introduzione del pagamento aree svantaggiate; per nessuna flessibilità tra primo e secondo pilastro. Manca ancora la definizione di agricoltore attivo.