Gli Articoli di Consulenze Agronomiche

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In: Agricoltura

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Imprese agricole esonerate dal Sistri

Il ministro dell’ambiente Gian Luca Galletti  ha firmato il decreto (Scarica il Decreto_ministeriale_24_aprile_2014) che prevede l’obbligo di adesione al SISTRI solo per le imprese e gli enti produttori iniziali di rifiuti speciali pericolosi che abbiano più di 10 dipendenti.

Il decreto – informa il Ministero – esclude dal sistema di tracciabilità dei rifiuti tutte le imprese agricole (anche quelle con più di 10 dipendenti) che conferiscono i rifiuti prodotti nei circuiti organizzati di raccolta. Sono previste anche altre disposizioni di semplificazione amministrativa,   sono state chiarite le modalità di gestione dei trasporti intermodali e viene  prorogato al 30-6-2014 il versamento del contributo annuale».
Soddisfatti, in generale, i commenti di parte agricola.


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In: Eventi

Commenti disabilitati su L’Olio della discordia. L’impatto socio-ambientale e alimentare dell’olio di palma

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L’Olio della discordia. L’impatto socio-ambientale e alimentare dell’olio di palma

La produzione dell’olio di palma accende forti controversie. L’industria alimentare vi ricorre diffusamente nonostante le preoccupazioni ambientali legate all’impatto della sua produzione sul territorio e sull’ambiente e gli allarmi sanitari legati agli effetti del suo consumo sulla salute. Quali sono i difficili equilibri internazionali e gli interessi in gioco nella produzione dell’olio di palma? Quali i vantaggi e gli svantaggi dell’impiego dell’olio di palma nella catena alimentare? Quali le regole nell’etichettatura dei prodotti alimentari che contengono olio di palma?

Si segnala un altro evento della serie   l’ evento proposto  dalla Prof. Alessandra Di Lauro  si terrà a Pisa, il 7 maggio 2014 presso il  Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Agro-Ambientali – Via del Borghetto 80.
Gli  Incontri  e  i  Colloqui  sono  aperti  al  pubblico,  la  partecipazione  è  gratuita e  l’entrata  libera  nei  limiti  dei  posti  disponibili.  E’  consigliata  l’iscrizione  su: nutridialogo@unipi.it Segreteria organizzativa Prof. Alessandra Di Lauro, Dott. Mariagrazia Alabrese, nutridialogo@unipi.it


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In: Agricoltura

Commenti disabilitati su LA COLTIVAZIONE DELLA LAVANDA

fonte immagine Marco Carbone

La Coltivazione della lavanda

Lo scorso anno siamo andati a visitare le campagne della Provenza proprio nel periodo di massima fioritura della lavanda, e in quell’occasione ci siamo accorti della potenzialità di questa coltura. Dalla lavanda si può ottenere, oltre all’olio essenziale, anche dell’ottimo miele. Non è trascurabile la rusticità della pianta, questo comporta un basso fabbisogno di interventi colturali, pertanto nelle condizioni adatte, si può coltivare con il metodo dell’agricoltura biologica.

In Provenza si coltiva sia la lavanda che il  lavandino. La durata della piantagione va da 7 a 9 anni per il lavandino e fino a 12 anni per la lavanda.

La lavanda

 

Nomi comuni: lavanda fine, lavanda vera.

Nome botanico: Lavandula angustifolia P. Miller.

Caratteristiche: il colore del fiore varia dal bianco bluastro al blu intenso. Ogni pianta è geneticamente differente. La lavanda cresce naturalmente nelle montagne mediterranee secche ed è coltivata tra i 600 ei 1.200 metri di altitudine

Resa: 1 ettaro di lavanda produce circa 15 kg di olio essenziale.

Uso: profumo fine, prodotti farmaceutici, cosmetici e aromaterapia.

 

Il lavandino

 

Nome comune: Lavandino.

Nome botanico: Lavandula angustifolia P. Miller. Lavandula latifolia X Medikus.

Varietà: Grosso, Sumian, Abrial e Grande.

Caratteristiche: Ogni pianta è  identica all’altra. Si propaga per talea; è un ibrido ottenuto dal risultato di un incrocio (impollinazione) tra lavandino e  lavanda fine. Il lavandino è coltivato tra i 200 ei 700 metri obiettivo ma può crescere sino a 1.000 metri di altitudine.

Resa: 1 ettaro di lavanda produce circa 100 kg di olio essenziale.

Uso: saponi, detergenti, profumi e fragranze atmosfera

 

Tecnica di coltivazione

Materiale vegetale: La tecnica tradizionale utilizzata per propagare sia la lavanda clonale sia il lavandino è la talea .
Le talee possono essere:
– Legnose o semi – legnose,
– Erbacea : questa tecnica è stata utilizzata dagli anni 1965-1970 nelle serre , ma ha visto poco sviluppo in campo a causa dei costi più elevati rispetto alle talee legnose.
La talea  legnosa, per la sua semplicità di esecuzione, è l’unica di interesse per i coltivatori di lavanda. Il periodo ottimale di esecuzione della talea legnosa è fine inverno (febbraio o marzo) , prima della ripresa vegetativa .
In attesa di essere messe a dimora, le talee possono essere conservate in un luogo fresco, in botti o in celle frigorifere.

Le talee devono essere impiantate in un terreno irrigabile, ricco e ben arato.

E’ necessario elimare i fiori alle piantine sia per pareggiare la crescita sia per evitare che le piantine sprechino troppa energia per la fioritura.
Dalla fine dell’autunno all’inizio della primavera  le giovani piante ben radicate, devono essere prelevate con cura per evitare danni all’apparato radicale.

Terreno ideale

La  lavanda e il lavandino tollerano  poco  i terreni argillosi  acidi, umidi e soggetti a ristagno idrico, invece preferiscono terreni  asciutti,  leggeri,  a reazione  alcalina  e /o  calcarei. Per una  buona resa in olio essenziale e un’ottimale composizione di quest’ultimo le piante richiedono  un’abbondante  illuminazione, quindi sono da preferire i terreni esposti a sud.

Tipologie di piantagioni

Esistono due tipi di piantagioni:

Squadrato: Adatto per la raccolta manuale.
Densità lavandino: 4 500 piante per ettaro.
Densità Lavanda: 10 000 piante per ettaro.
con l’avvento della raccolta meccanica questo tipo di piantagione è quasi scomparso.
Lineare: Adattato per la raccolta meccanica.Densità lavandino: 7-8 000 piante per ettaro.Densità Lavanda: da 12 a 15 000 piante per ettaro.

Concimazione

la concimazione deve essere fatta in funzione delle asportazioni della coltura, tenendo in considerazione il contenuto di elementi presenti nel terreno, per questo risulta  fondamentale fare le analisi fisico-chimiche del terreno. E’ buona pratica fare le rotazioni colturali prima di reimpiantare la lavanda, una buona rotazione colturale è  Leguminosa-Leguminosa-Cereali- Impianto lavanda.

A titolo puramente indicativo si può prendere in considerazione il seguente piano di concimazione:

 

Periodo

N

P2O5

K2O

Lavanda/Lavandino

1° anno

0

0

0

Lavanda

In produzione

30

30

30

Lavandino

In produzione

50

50

50

 

Difesa

La lotta contro le erbe infestanti è essenziale per evitare la competizione per l’acqua a disposizione.
La crescita delle malerbe è dannosa per un buon sviluppo delle piante e può influenzare gravemente la qualità olfattiva degli oli essenziali.

La tendenza  è quella di lavorare il terreno vicino alle piante con una zappatrice.
Spesso è necessario, soprattutto per le giovani piantagioni, anche la zappatura a mano.

Si può quindi ricorrere prevalententemente a buone prassi agronomiche ed evitare la somministrazione di diserbi chimici.

 Raccolta

La raccolta della lavanda avviene in estate (Luglio-Agosto) in quanto il caldo  favorisce l’aumento di olio essenziale nelle cellule del fiore e delle ghiandole secretorie. La raccolta meccanizzata viene fatta con mietitrici

Principali malattie o parassiti

Cecidomia: Insetto dittero. Questo è un parassita sempre presente e abbondante, può causare seri danni. L’insetto è grande 2 millimetri  e depone a lungo le uova alla base del gambo. Le larve, rosa salmone, nascono tra marzo e giugno sotto la corteccia e possono causare la necrosi alla base dei rami; le larve svernano sotto forma di pupa nel terreno.

Deperimento: la pianta diventa gialla, e produce pochi germogli. Sono in corso studi da  molti anni per conoscerne la causa,  al momento l’unica soluzione  è quello di espiantare la coltura.

 

 

 


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In: Eventi

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Prossimi Appuntamenti agricoltura dal 19 al 26 aprile

  • Potenzialità e problematiche dell’orticoltura  Pontecagnano-Faiano (Salerno), 22 aprile, Per informazioni: Accursio Venezia, tel. 089-386208,  accursio.venezia@entecra.it
  • Sostenibilità economica degli allevamenti di montagna Ambria di Zogno (Bergamo), 23 aprile, Per informazioni: Apa Bergamo, tel. 035-675088
  • Fiera Agricola Pastorano (Caserta), 24 – 27 aprile,
  • Fiera del Madonnino Braccagni – Madonnino (Grosseto), 24 – 27 aprile,
  • Agricollina Montecastrilli (Terni), 24 – 27 aprile,
  • Mostra Agricola Campoverde Aprilia (Latina), 24 aprile – 1 maggio,
  • Fiera di Agrinatura Erba (Como), 25 – 27 aprile,
  • Cavalli a Roma Roma, 25 – 27 aprile, 2014

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In: PAC

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fonte immagine pianetapsr

Lo sviluppo Rurale nella nuova programmazione

Continuiamo la nostra analisi del Regolamento 1305/2013 prendendo in considerazione quella che, nell’allegato VI, è indicata come misura di particolare interesse per il potenziamento della competitività dell’agricoltura in tutte le sue forme e della redditività delle aziende agricole.

Si fa riferimento essenzialmente all’art. 16 “regimi di qualità dei prodotti agricoli e alimentari”. Tale articolo prevede la concessione di un sostegno agli agricoltori e alle associazioni di agricoltori che, per la prima volta, aderiscono a regimi di qualità istituiti ai sensi dei regolamenti comunitari (Reg. 1151/2012 – regimi di qualità dei prodotti agricoli e alimentari – Reg. 834/2007 – produzione biologica ed etichettatura dei prodotti biologici – Reg. 110/2008 – definizione, designazione, etichettatura, protezione, indicazioni geografiche delle bevande spiritose – Reg. 160/91 – definizione, designazione, presentazione dei vini aromatizzati, delle bevande aromatizzate a base di vino e dei cocktail aromatizzati di prodotti vitivinicoli); ai regimi di qualità riconosciuti dagli Stati membri; ai regimi facoltativi di certificazione dei prodotti agricoli riconosciuti dagli Stati membri in quanto conformi all’orientamento dell’Unione.

Il sostegno è concesso sotto forma di pagamento annuale, il massimale previsto è di 3.000 euro ad azienda.


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In: Eventi

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Prossimi appuntamenti agricoltura  12-19 aprile

  • Asta dei tori Limousine San Martino in Colle (Perugia), 15 aprile,
  • Oppotunità per vino e cibo  Roma, 15 aprile,workshop tecnico-scientifico dal titolo «Promozione del vino e del food italiani nei Paesi terzi»
  • Il vino italiano e il mercato cinese Montepulciano (Siena), 15 aprile Per informazioni: Comune di Montepulciano tel. 0578-7121
  • La batteriosi del kiwi Faenza (Ravenna), 16 aprile,
  • Il futuro dell’agricoltura e la diversificazione Verona, 16 aprile, Per informazioni e iscrizioni: Agriturist Verona: Simona Castellani, tel. 338-1703673, info@agrituristverona.it
  • Giovani in agricoltura Napoli, 16 aprile,

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In: Agricoltura

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Impariamo a compilare il registro dei trattamenti (quaderno di campagna)

In Europa l’utilizzo sostenibile dei pesticidi è regolamentato dalla  Direttiva 128/09
Nel  2012 sulla Gazzetta Ufficiale è stato pubblicato il Decreto legislativo 150 del 14 agosto 2012 che si occupa proprio della “attuazione della direttiva 2009/128/CE che istituisce un quadro per l’azione comunitaria ai fini dell’utilizzo sostenibile dei pesticidi“.

Come si compila il registro dei trattamenti

l’articolo 16 comma 3, del D.L. 150 recita:

“Gli acquirenti e gli utilizzatori di prodotti fitosanitari conservano presso l’azienda il registro dei trattamenti effettuati nel corso della stagione di coltivazione. Per registro dei trattamenti si intende un modulo aziendale che riporti cronologicamente l’elenco dei trattamenti eseguiti sulle diverse colture, oppure, in alternativa, una serie di moduli distinti, relativi ciascuno ad una singola coltura agraria. Sul registro devono essere annotati i trattamenti effettuati con tutti i prodotti fitosanitari utilizzati in azienda, classificati molto tossici, tossici, nocivi, irritanti o non classificati, entro il periodo della raccolta e comunque al più tardi entro trenta giorni dall’esecuzione del trattamento stesso. Il registro dei trattamenti riporta:
a) i dati anagrafici relativi all’azienda;
b) la denominazione della coltura trattata e la relativa estensione espressa in ettari;
c) la data del trattamento, il prodotto e la relativa quantità impiegata, espressa in chilogrammi o litri, nonché l’avversità che ha reso necessario il trattamento.”

Nel comma 4 sono indicati i termini relativi alla tenuta ed alla conservazione del documento.

 


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In: Eventi

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Prossimi appuntamenti agricoltura  5-12 aprile

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In: PAC

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fonte immagine pianetapsr

LO SVILUPPO RURALE NELLA NUOVA PROGRAMMAZIONE

Come abbiamo detto nel nostro primo post riguardante il nuovo periodo di programmazione europea, lo sviluppo rurale, conosciuto anche come II pilastro della PAC, è finanziato dal FEASR, che, insieme al FESR, al FSE, al Fondo di Coesione e al FEAMP, costituisce parte integrante dei cosiddetti fondi strutturali o fondi indiretti.

Tutti questi fondi devono cercare di lavorare in sinergia per raggiungere gli obiettivi che l’Europa si è posta con la strategia EUROPA 2020.

Per ogni Fondo è stato emanato uno specifico regolamento, il 1305/2013 è quello riferito allo sviluppo rurale. Inoltre il Regolamento 1303/2013 è il nuovo regolamento trasversale a tutti i fondi strutturali e contiene il quadro strategico comune (QSC).

Dovranno essere emanati da ogni singola regione i Programmi Operativi (PO) e i Programmi di Sviluppo Rurale (PSR).

La Mission dello sviluppo rurale è quella di contribuire a EUROPA 2020 in modo complementare con le altre politiche UE e di portare ad uno sviluppo bilanciato dell’agricoltura e dei territori rurali.

Gli obiettivi, elencato all’art. 4, sono la competitività, la gestione sostenibile delle risorse e lo sviluppo territoriale equilibrato.

Rispetto al precedente periodo di programmazione sono stati soppressi gli ASSI e sono state introdotte 6 PRIORITA’:

  • Promozione del trasferimento di conoscenze e l’innovazione nel settore agricolo e forestale e nelle zone rurali.
  • Potenziamento in tutte le regioni della redditività e della competitività delle aziende agricole, promuovendo, fra le altre cose, l’adozione di tecnologie innovative.
  • Promuovere l’organizzazione della filiera alimentare, comprese le fasi di trasformazione e commercializzazione; promuovere il benessere degli animali e la gestione del rischio nel settore agricolo.
  • Preservare e valorizzare gli ecosistemi connessi all’agricoltura e alla silvicoltura.
  • Incentivare l’uso efficiente delle risorse e il passaggio a un’economia a bassa emissione di carbonio.
  • Adoperarsi per l’inclusione sociale, la riduzione della povertà e lo sviluppo economico nelle zone rurali.

In attesa dell’approvazione dei PSR regionali, in questo ed in successivi post andremo a descrivere brevemente le misure previste dalla nuova programmazione, suddivise, così come indicato nell’allegato VI del Regolamento 1305/2013, in funzione del tipo di priorità per cui hanno particolare rilevanza.

Iniziamo dalla prima priorità “promozione del trasferimento della conoscenza e dell’innovazione nel settore agricolo e forestale e nelle zone rurali”, le misure strettamente correlate a questa priorità sono due:

TRASFERIMENTO DI CONOSCENZE E AZIONI DI INFORMAZIONE (ART. 14) prevede il sostegno ad azioni di formazione professionale e acquisizione di competenze, ad attività informative e ad azioni informative. Possono beneficiare del sostegno anche gli scambi interaziendali di breve durata nel settore agricolo e forestale, così come le visite di aziende agricole e forestali. I beneficiari del sostegno sono i prestatori di servizi di formazione e i responsabili delle azioni informative. Le spese finanziabili sono quelle sostenute per organizzare e dispensare il trasferimento delle conoscenze o le azioni informative. Nel caso di progetti dimostrativi, il sostegno può coprire anche determinati costi di investimento.

INVESTIMENTO IN TECNOLOGIE SILVICOLE E NELLA TRASFORMAZIONE, MOBILITAZIONE E COMMERCIALIZZAZIONE DEI PRODOTTI DELLE FORESTE (ART.26) i beneficiari saranno i silvicoltori privati, comuni e loro consorzi e PMI per investimenti tesi ad incrementare il potenziale forestale o ad accrescere il valore aggiunto dei prodotti forestali attraverso la loro trasformazione, mobilitazione e commercializzazione. Il sostegno è limitato alle aliquote massime del 65% nelle regioni meno sviluppate e del 40% nelle altre regioni.


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In: Eventi

Commenti disabilitati su Gli eccessi del cibo. Obesità e “dintorni” all’incrocio delle Scienze

eccessi cibo1Gli eccessi del cibo. Obesità e “dintorni”all’incrocio delle Scienze

Si segnala questo evento proposto   dall Prof. Alessandra Di Lauro che si terrà a Pisa, il 4 aprile 2014 presso il  Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Agro-Ambientali – Via del Borghetto 80.
Gli  Incontri  e  i  Colloqui  sono  aperti  al  pubblico,  la  partecipazione  è  gratuita e  l’entrata  libera  nei  limiti  dei  posti  disponibili.  E’  consigliata  l’iscrizione  su: nutridialogo@unipi.it Segreteria organizzativa Prof. Alessandra Di Lauro, Dott. Mariagrazia Alabrese, nutridialogo@unipi.it

si allega il  programma evento