Gli Articoli di Consulenze Agronomiche

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Commenti disabilitati su Firmato decreto “terrevive”, che consente la messa in vendita o in locazione di 5500 ettari di terreni agricoli pubblici, con prelazione agli under 40

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Fonte immagine www.politicheagricole.it

Firmato  decreto “terrevive”, che consente la messa in vendita o in locazione di 5.500 ettari di terreni agricoli pubblici, con prelazione agli under 40

il Ministro Maurizio Martina ha firmato il decreto “terrevive”, che consente la messa in vendita o in locazione di 5.500 ettari di terreni agricoli pubblici, con prelazione agli under 40, in attuazione dell’art. 66, del decreto-legge 24 gennaio 2012, n. 1, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2012, n. 27.
Il provvedimento, di concerto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze, individua i terreni coinvolti che appartengono nello specifico al Demanio (per 2480 ettari), al Corpo forestale dello Stato (2148), al Cra – Consiglio per la ricerca e sperimentazione in agricoltura (882). Ai terreni alienati o locati non potrà essere attribuita una destinazione urbanistica diversa da quella agricola prima di 20 anni dalla trascrizione dei contratti nei pubblici registri immobiliari.

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Lug 25

Quinoa

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In: Agricoltura

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Fonte immagine: http://blogs.extension.org/mastergardener/2013/02/

Quinoa:

una coltura nutraceutica la cui coltivazione è possibile anche in Italia con il sistema dell’agricoltura biologica

Quinoa, la tassonomia:
Famiglia: Chenopodiaceae 
Genere: Chenopodium  
Specie: Chenopodium quinoa Willdenow.

La varietà più utilizzata è la quinoa Real per il suo basso tenore di saponina.

Secondo la Fao (L’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura) la quinoa ha un alto contenuto di vitamine e di minerali come Ferro, Fosforo, Potassio, Calcio, Zinco e Magnesio.

La quinoa è indicata sia per i diabetici in quanto contiene un amido a basso indice glicemico sia per i celiaci perchè non contiene glutine.

La quinoa è ricca anche in fibre .

Nonostante la quinoa appartenga alla famiglia delle Chenopodiaceae viene erroneamente coniderata un cereale in quanto i suoi semi si possono  macinare per ottenere una farina panificabile.

Descrizione

La  quinoa  è  una  pianta  erbacea  annuale  classificata come una pianta C3.


Radice
L’apparato radicale  della quinoa è fittonante, molto profondo (anche 180 cm) e ramificato che conferisce alla pianta sia una buona stabilità sia un’ottima  resistenza  alla  siccità. Dalla radice primaria si dipartono numerorose radici secondarie. L’apparato radicale assume una colorazione differente a seconda del terreno in cui cresce.

FustoIl fusto della quinoa è  legnoso ed eretto con un’altezza variabile da 30 cm a 3 m. Dal fusto principale possono svilupparsi delle ramificazioni. Il diametro dello stelo può variare da 1 a 8 cm in funzione al genotipo della pianta, delle concimazioni e della densità di semina. Il colore del fusto varia al variare delle varietà e delle fasi fenologiche, può assumere colorazioni che vanno dal  verde al rosso (spesso striato). L’ epidermide dello stelo è cutinizzata. All’interno è presente un midollo che scompare alla maturazione, lasciando il gambo secco e vuoto.

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In: Agricoltura

Commenti disabilitati su La coltivazione del Lupino (Lupinus spp)

Immagine lupino

Fonte immagine agraria.org e barbaradietista.blogspot.com

La coltivazione del Lupino (Lupinus spp)

La coltivazione del Lupino (Lupinus spp)

Per una serie di coincidenze in questo periodo sono entrato più volte in contatto con la coltura del Lupino, dopo molti anni mi è tornata la voglia di consumarlo, l’ho trovato come snack in un bar, ne hanno parlato in una serie TV e per ultimo ho letto un interessante articolo su una rivista straniera.

Il lupino è una di quelle colture quasi dimenticate, ma secondo me a breve verrà riscoperto in quanto ha dei comprovati effetti benefici sul nostro organismo, specialmente per il sistema cardiovascolare, inoltre è ricco di proteine (35-40%) ed ha un alto contenuto di fibre e antiossidanti.

Il lupino oltre che per l’alimentazione umana può essere anche utilizzato per l’alimentazione zootecnica.

Il lupino appartiene alla famiglia delle Leguminose, genere Lupinus. A tale genere sono ascrivibili numerose specie tra le quali si ricordano:

  • L. albus lupino bianco,

  • L. luteus lupino giallo

  • L. angustifolius lupino blu o azzurro

Per i nostri climi e per i nostri terreni il lupino bianco è l’unica specie coltivabile.

La pianta presenta un apparato radicate fittonante sul quale si formano dei noduli prodotti dalla simbiosi con i batteri azoto fissatori, e per questo è considerata (come tutte le leguminose) una coltura miglioratrice.

I fusti sono molto alti, (sino a 2 metri) sono eretti e leggermente legnosi.

Le foglie sono alterne con un lungo picciolo, sono composte da 5-9 foglioline intere ovate-lanceolate, glabre sulla pagina superiore, spesso vellutate su quella inferiore.

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In: Ambiente

Commenti disabilitati su Consulenze Agronomiche aderisce al progetto Zero Impact Web

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Consulenze Agronomiche aderisce al progetto Zero Impact Web

 

Consulenze Agronomiche ha aderito al progetto Zero Impact Web.
Nonostante abbia fatto già molto per ridurre le emissioni di CO2, anche internet inquina. Secondo un rapporto di Greenpeace, con il tasso di crescita di oggi, nel 2020 i data center e le reti di telecomunicazione consumeranno circa 2.000 miliardi di kilowattora di elettricità, oltre il triplo del loro consumo attuale.
Ecco perché sito www.consulenzeagronomiche.it ha deciso di aderire a Zero Impact Web e fare la sua parte per contrastare il riscaldamento globale.
Le emissioni derivanti dalle vostre visite verranno compensate attraverso la creazione e tutela di foreste in crescita. E’ una piccola azione che se fatta da molti aiuta a creare consapevolezza e fare del bene all’ambiente. E soprattutto vi permette di navigare tra queste pagine in piena tranquillità!
Aderite anche voi a questa iniziativa, insieme possiamo fare la differenza!
Le emissioni generate da questo sito sono compensate dalla creazione e tutela di foreste in crescita in Costa Rica.




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In: Agricoltura

Commenti disabilitati su Campolibero ok in Consiglio dei Ministri approvate prime misure urgenti

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Fonte immagine Mipaaf

Campolibero ok in Consiglio dei Ministri approvate prime misure urgenti

Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali comunica che durante il Consiglio dei Ministri del 13/06  oggi sono state approvate le prime misure urgenti del Piano ‘#campolibero’ (scarica slide)  che prevede azioni per giovani, lavoro, semplificazioni, competitività e sicurezza in campo agroalimentare.

In particolare il provvedimento interviene su:

GIOVANI
– Detrazione per affitto dei terreni al 19% per giovani coltivatori diretti e imprenditori agricoli fino a 35 anni;
– Incentivi all’assunzione di giovani con contratto a tempo indeterminato o determinato di minimo 3 anni, con sgravio di 1/3 della retribuzione lorda;

LAVORO
– Deduzioni Irap per ogni lavoratore assunto con contratto a tempo determinato di almeno 3 anni e per almeno 150 giornate all’anno:
1)  un importo pari a 3.750 euro, su base annua, per ogni lavoratore dipendente impiegato nel periodo di imposta, aumentato a 6.750 euro per i lavoratori di sesso femminile nonché per quelli di età inferiore ai 35 anni;
2)  un importo fino a 7.500 euro, su base annua, per ogni lavoratore dipendente impiegato nel periodo d’imposta nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia, aumentato a 10.500 euro per i lavoratori di sesso femminile nonché per quelli di età inferiore ai 35 anni; tale deduzione è alternativa a quella di cui al numero 1), e può essere fruita nel rispetto dei limiti derivanti dall’applicazione della regola de minimis di cui al regolamento (CE) n. 69/2001 della Commissione, del 12 gennaio 2001, e successive modificazioni;
3)  il 50 per cento dei contributi assistenziali e previdenziali relativi ai lavoratori assunti con il contratto a tempo determinato avente le caratteristiche indicate sopra.
– Rete del lavoro agricolo di qualità contro il sommerso e per promuovere la regolarità delle imprese agricole, certificandone l’attività;

SEMPLIFICAZIONI
– Estensione della diffida prima delle sanzioni amministrative pecuniarie;
– Semplificazioni nel settore vitivinicolo;

INNOVAZIONI D’IMPRESA
– Credito d’imposta per innovazione e sviluppo di prodotti e tecnologie al 40% degli investimenti fino a 400mila euro;
– Credito d’imposta per nuove reti d’impresa di produzione alimentare al 40% degli investimenti e fino a 400mila euro;
– Credito d’imposta per l’e-commerce di prodotti agroalimentari al 40% degli investimenti e fino a 50mila euro;

SICUREZZA
– Rafforzamento azioni nella Terra dei fuochi con possibilità di ampliare i controlli;

OGM
– Introduzione di sanzioni per chi coltiva Ogm in Italia e rafforzamento degli strumenti per assicurare l’effettività del divieto sul territorio nazionale.

Altri interventi di Campolibero come i mutui a tasso zero per nuove imprese agricole under 40, l’apertura società agricola in 60 giorni e il registro unico dei controlli aziendali confluiscono nel Collegato Agricoltura alla Legge di Stabilità.

Le misure contenute nel provvedimento sono state implementate, dopo la presentazione del progetto iniziale attraverso una call pubblica che si è conclusa lo scorso 30 aprile, con il contributo di quanti hanno scritto al Mipaaf per presentare proposte e suggerimenti in merito.
“Con l’approvazione delle misure di Campolibero – ha dichiarato il Ministro Maurizio Martina – interveniamo con decisione per la crescita e lo sviluppo del settore agroalimentare. Con questo provvedimento incidiamo sulla burocrazia inutile con l’estensione dell’utilizzo della diffida e con azioni di semplificazione, diamo spazio al ricambio generazionale, puntiamo sulla sicurezza e la qualità delle produzioni e creiamo le condizioni per un incremento di posti di lavoro”.

“Puntiamo molto sui giovani – ha proseguito il Ministro – perché abbiamo bisogno delle loro energie per il rilancio del settore. Abbiamo inserito una detrazione per l’affitto dei terreni e interveniamo concretamente per stabilizzare i contratti di lavoro degli under 35, attraverso un concreto abbattimento fiscale sull’Irap. Siamo convinti che l’agroalimentare possa contribuire in maniera decisiva alla lotta contro la disoccupazione che è la priorità del Governo”.

Fonte Mipaaf




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In: Generale

Commenti disabilitati su Etichettatura dei prodotti biologici

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Etichettatura dei prodotti biologici

Spesso parlando con i clienti o con gli amici mi accorgo che c’è un po’ di confusione sulle etichette alimentari, in questa serie di post vorrei aiutare a fare un po’ di chiarezza.

Ovviamente la tematica è molto complessa e in continua evoluzione, solo per darvi un’idea la Ue, valuta di eliminare il termine minimo di conservazione riportato con la dicitura “Da consumarsi preferibilmente entro” dalla pasta, dal riso e dal caffè.

Oggi mi soffermerò sull’etichetta dei prodotti biologici.

Innanzi tutto i prodotti agricoli vegetali ed animali e, più in generale, le derrate alimentari possono presentare riferimenti al metodo di produzione biologico (euro foglia vedi immagine) solo se:

a) il prodotto è stato ottenuto secondo le norme dell’agricoltura biologica in conformità ai Regolamenti Comunitari o se è stato importato da paesi terzi nell’ambito del regime dei Reg. CE 834 /07 e 889/08 e Reg. CE 1235/08;

b) prima del raccolto sia trascorso un periodo di conversione di almeno dodici mesi;

c) il prodotto è stato ottenuto o importato da un operatore assoggettato alle misure di controllo previste dai Regolamenti Comunitari;

d) colui che applica l’etichetta e vende il prodotto è stato preventivamente autorizzato da un Organismo di Controllo (ODC) riconosciuto;

e) gli ingredienti non derivanti da attività agricola (additivi, aromi, preparazioni microrganiche, sale,ecc.) e i coadiuvanti tecnologici utilizzati nella preparazione dei prodotti rientrano fra quelli indicati all’art. 27 e Allegato VIII, del Reg. CE 889/08;

f) il prodotto o i suoi ingredienti non sono stati sottoposti a trattamenti con ausiliari di fabbricazione e coadiuvanti tecnologici diversi da quelli indicati nell’Allegato VIII;

g) la materia prima (ingrediente)«biologica»non è stata miscelata con la medesima sostanza di tipo convenzionale;

h) il prodotto e i suoi ingredienti non hanno subito trattamenti con radiazioni ionizzanti;

i) il prodotto e suoi ingredienti sono ottenuti senza l’impiego di organismi geneticamente modificati e/o prodotti derivati da tali organismi nel corso dell’intero ciclo produttivo.

Nell’etichettatura e nella pubblicità di un prodotto agricolo vivo o non trasformato, si possono usare termini riferiti al metodo di produzione biologico a condizione che tutti gli ingredienti di tale prodotto, sono stati ottenuti conformemente alle prescrizioni di cui ai Regolamenti 834/07 e 889/08, vedi precedenti punti e), f), h) e i).

Nell’etichettatura dei prodotti biologici devono, comunque,essere applicate tutte le disposizioni legislative che disciplinano l’etichettatura dei prodotti alimentari a livello nazionale, europeo e/o nel Paese di destinazione

I prodotti da agricoltura biologica si possono vendere, conferire, trasferire sfusi (in contenitori o veicoli non chiusi e sigillati) solo se sono destinati al consumatore finale o ad operatori a loro volta assoggettati al regime di controllo. In tutti gli altri casi, gli imballaggi, contenitori o veicoli devono essere chiusi in modo che il contenuto non possa essere sostituito se non manipolando o danneggiando i sigilli e a condizione che l’etichetta e/o il documento di trasporto riportino le indicazioni previste dalla normativa generale e dalle disposizioni in materia di agricoltura biologica.

Nei documenti che accompagnano la merce (Documento di Trasporto, Fattura Accompagnatoria o altre attestazioni aziendali correlate alla transazione) è necessario indicare:

  1. il riferimento al metodo di produzione corretto («bio», «biologico» «agricoltura biologica» o «in conversione all’agricoltura biologica»);

  2. “controllato da NOME ODC” o il codice identificativo IT BIO ABC (=codice identificativo europeo dell’ODC);

  3. • il codice dell’operatore.

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(*) «bio», «da agricoltura biologica» o «in conversione all’agricoltura biologica»

(**) IT= Italia BIO= Biologico ABC = numero dell’ODC

(***) A1234 Codice identificativo univoco attribuito dall’ODC all’operatore controllato

Le diciture di controllo sopraindicate sono richieste per tutti i prodotti ottenuti e commercializzati sul mercato italiano.

Prodotti pluri-ingrediente

Il regolamento comunitario prevede che le indicazioni al metodo di produzione biologico siano diversificate in relazione alla percentuale di ingredienti di origine agricola vegetali ed animali biologici utilizzati nella preparazione.

In ogni caso il prodotto deve essere costituito prevalentemente da ingredienti di origine agricola (più del 50% in peso della totalità degli ingredienti, esclusi acqua e sale). In caso contrario non è possibile fare alcun riferimento al biologico in etichetta.

Prodotti caratterizzati da una percentuale di ingredienti di origine agricola certificati UGUALI O SUPERIORE AL 95%

In questo caso la dicitura «biologico / bio / eco / organic» può figurare, ben visibile, nella denominazione di vendita del prodotto, nella descrizione, nei “claim” e nel marchio aziendale (senza particolari vincoli di tipo del carattere, dimensioni e colore) a patto che:

• gli ingredienti di origine bio siano chiaramente identificati nella lista degli ingredienti (es. con un richia mo asterisco: *biologico);

• gli ingredienti che non sono di origine agricola (additivi, aromi naturali, coadiuvanti tecnologici, ecc.) siano espressamente contemplati dal Reg. CE 889/08, art. 27 e allegato VIII;

• gli ingredienti di origine agricola non prodotti con metodo biologico rientrino tra quelli espressamente autorizzati nell’allegato IX del Reg. CE 889/08 (prodotti non disponibili da agricoltura biologica nell’Unione Europea).

Prodotti caratterizzati da una percentuale di ingredienti di origine agricola certificati INFERIORE AL 95%

In questo caso i riferimenti all’agricoltura biologica possono essere riportati esclusivamente nell’elenco degli ingredienti (es. con un richiamo asterisco: *biologico), unitamente al tenore percentuale di ingredienti bio in rapporto al totale degli ingredienti agricoli.

I riferimenti e l’indicazione della percentuale degli ingredienti bio devono comparire con colore, dimensioni e tipo di caratteri identici a quelli delle altre indicazioni nell’elenco degli ingredienti.

Quando è usato il logo comunitario, si DEVE anche fare riferimento all’indicazione del luogo in cui sono state coltivate le materie prime agricole di cui il prodotto è composto. Per i prodotti di origine zootecnica deve essere indicato il luogo di l’allevamento.

Tale indicazione compare nello stesso campo visivo del logo e prende, se del caso, una delle forme seguenti:

• «Agricoltura UE» quando la materia prima agricola è stata coltivata nell’UE, (vedi esempio agricoltura ue)

• «Agricoltura non UE» quando la materia prima agricola è stata coltivata in paesi terzi,(vedi esempio agricoltura non ue)

• «Agricoltura UE/non UE» quando parte della materia prima agricola è stata coltivata nella Comunità e una parte di essa è stata coltivata in un paese terzo. (vedi esempio agricoltura ue-non ue)

La succitata indicazione «UE» o «non UE» può essere sostituita o integrata dall’indicazione di un paese (es. «Agricoltura Italia») nel caso in cui tutte le materie prime agricole di cui il prodotto è composto siano state coltivate in quel paese. (vedi esempio agricoltura italia)

Ai fini della suddetta indicazione possono essere omessi, in termini di peso, piccoli quantitativi di ingredienti purché la quantità totale di questi sia inferiore al 2% della quantità totale di materie prime di origine agricola

per approfondire l’argomento contattaci oppure inviaci un commento




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In: Opportunità

Commenti disabilitati su OCM Ristrutturazione e Riconversione Vigneti finanziamenti per la campagna 2014 2015

 

Immagine fonte www.artea.toscana.it

OCM Ristrutturazione e Riconversione Vigneti  Riaperti i termini per la presentazione delle domande per la campagna 2014/2015.

In questo post vi vogliamo segnalare che ARTEA (Organismo Pagatore della Regione Toscana) ha riaperto i termini per la presentazione delle domande OCM Ristrutturazione e Riconversione Vigneti  per la campagna 2014/2015.

le AZIONI PREVISTE per accedere al finanziamento sono:

riconversione varietale:

– estirpazione e reimpianto

– reimpianto con diritto

– reimpianto anticipato

– sovrainnesto

ristrutturazione:

– estirpazione e reimpianto

– reimpianto con diritto

– reimpianto anticipato

ricollocazione:

– estirpazione e reimpianto

– reimpianto con diritto

– reimpianto anticipato

miglioramenti delle tecniche di gestione dell’impianto viticolo:

– modifica del profilo del terreno (pendenza)

– livellamento del suolo

– trasformazione e ricostituzione dell’impianto viticolo per permettere l’accesso diretto delle macchine compresa la conversione dei piani di raccordo dei terrazzi

– messa in opera, ricostruzione o distruzione di terrazzo, con o senza muri di pietra

– messa in opera e modificazioni delle strutture di supporto (sostegni)

– allestimento e miglioramento dell’impianto di irrigazione a servizio del vigneto

PAGAMENTO DEGLI AIUTI 

La percentuale massima di contributo è pari al 50% calcolato sulle spese sostenute (NO metodo forfettario).

l’importo massimo di contributo per ettaro è pari : 16.000 euro.

Per le zone di produzione dei vini a denominazione di origine protetta “Candia dei Colli Apuani”, “Colli di Luni”, “Ansonica Costa dell’Argentario” (limitatamente al comune di Monte Argentario) e “Elba”, nonché territorio delle isole toscane: il contributo massimo è di 22.000 euro/ettaro

 

Il termine per la presentazione delle domande scadrà il 28 febbraio 2015.

PER MAGGIORI INFORMAZIONI CONTATTATECI

 

 

 




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In: Agricoltura

Commenti disabilitati su Imprese agricole esonerate dal Sistri

Imprese agricole esonerate dal Sistri

Il ministro dell’ambiente Gian Luca Galletti  ha firmato il decreto (Scarica il Decreto_ministeriale_24_aprile_2014) che prevede l’obbligo di adesione al SISTRI solo per le imprese e gli enti produttori iniziali di rifiuti speciali pericolosi che abbiano più di 10 dipendenti.

Il decreto – informa il Ministero – esclude dal sistema di tracciabilità dei rifiuti tutte le imprese agricole (anche quelle con più di 10 dipendenti) che conferiscono i rifiuti prodotti nei circuiti organizzati di raccolta. Sono previste anche altre disposizioni di semplificazione amministrativa,   sono state chiarite le modalità di gestione dei trasporti intermodali e viene  prorogato al 30-6-2014 il versamento del contributo annuale».
Soddisfatti, in generale, i commenti di parte agricola.




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In: Eventi

Commenti disabilitati su L’Olio della discordia. L’impatto socio-ambientale e alimentare dell’olio di palma

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L’Olio della discordia. L’impatto socio-ambientale e alimentare dell’olio di palma

La produzione dell’olio di palma accende forti controversie. L’industria alimentare vi ricorre diffusamente nonostante le preoccupazioni ambientali legate all’impatto della sua produzione sul territorio e sull’ambiente e gli allarmi sanitari legati agli effetti del suo consumo sulla salute. Quali sono i difficili equilibri internazionali e gli interessi in gioco nella produzione dell’olio di palma? Quali i vantaggi e gli svantaggi dell’impiego dell’olio di palma nella catena alimentare? Quali le regole nell’etichettatura dei prodotti alimentari che contengono olio di palma?

Si segnala un altro evento della serie   l’ evento proposto  dalla Prof. Alessandra Di Lauro  si terrà a Pisa, il 7 maggio 2014 presso il  Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Agro-Ambientali – Via del Borghetto 80.
Gli  Incontri  e  i  Colloqui  sono  aperti  al  pubblico,  la  partecipazione  è  gratuita e  l’entrata  libera  nei  limiti  dei  posti  disponibili.  E’  consigliata  l’iscrizione  su: nutridialogo@unipi.it Segreteria organizzativa Prof. Alessandra Di Lauro, Dott. Mariagrazia Alabrese, nutridialogo@unipi.it




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In: Agricoltura

Commenti disabilitati su LA COLTIVAZIONE DELLA LAVANDA

fonte immagine Marco Carbone

La Coltivazione della lavanda

Lo scorso anno siamo andati a visitare le campagne della Provenza proprio nel periodo di massima fioritura della lavanda, e in quell’occasione ci siamo accorti della potenzialità di questa coltura. Dalla lavanda si può ottenere, oltre all’olio essenziale, anche dell’ottimo miele. Non è trascurabile la rusticità della pianta, questo comporta un basso fabbisogno di interventi colturali, pertanto nelle condizioni adatte, si può coltivare con il metodo dell’agricoltura biologica.

In Provenza si coltiva sia la lavanda che il  lavandino. La durata della piantagione va da 7 a 9 anni per il lavandino e fino a 12 anni per la lavanda.

La lavanda

 

Nomi comuni: lavanda fine, lavanda vera.

Nome botanico: Lavandula angustifolia P. Miller.

Caratteristiche: il colore del fiore varia dal bianco bluastro al blu intenso. Ogni pianta è geneticamente differente. La lavanda cresce naturalmente nelle montagne mediterranee secche ed è coltivata tra i 600 ei 1.200 metri di altitudine

Resa: 1 ettaro di lavanda produce circa 15 kg di olio essenziale.

Uso: profumo fine, prodotti farmaceutici, cosmetici e aromaterapia.

Il lavandino

 

Nome comune: Lavandino.

Nome botanico: Lavandula angustifolia P. Miller. Lavandula latifolia X Medikus.

Varietà: Grosso, Sumian, Abrial e Grande.

Caratteristiche: Ogni pianta è  identica all’altra. Si propaga per talea; è un ibrido ottenuto dal risultato di un incrocio (impollinazione) tra lavandino e  lavanda fine. Il lavandino è coltivato tra i 200 ei 700 metri obiettivo ma può crescere sino a 1.000 metri di altitudine.

Resa: 1 ettaro di lavanda produce circa 100 kg di olio essenziale.

Uso: saponi, detergenti, profumi e fragranze atmosfera

Tecnica di coltivazione

Materiale vegetale: La tecnica tradizionale utilizzata per propagare sia la lavanda clonale sia il lavandino è la talea .
Le talee possono essere:
– Legnose o semi – legnose,
– Erbacea : questa tecnica è stata utilizzata dagli anni 1965-1970 nelle serre , ma ha visto poco sviluppo in campo a causa dei costi più elevati rispetto alle talee legnose.
La talea  legnosa, per la sua semplicità di esecuzione, è l’unica di interesse per i coltivatori di lavanda. Il periodo ottimale di esecuzione della talea legnosa è fine inverno (febbraio o marzo) , prima della ripresa vegetativa .
In attesa di essere messe a dimora, le talee possono essere conservate in un luogo fresco, in botti o in celle frigorifere.

Le talee devono essere impiantate in un terreno irrigabile, ricco e ben arato.

E’ necessario elimare i fiori alle piantine sia per pareggiare la crescita sia per evitare che le piantine sprechino troppa energia per la fioritura.
Dalla fine dell’autunno all’inizio della primavera  le giovani piante ben radicate, devono essere prelevate con cura per evitare danni all’apparato radicale.

Terreno ideale

La  lavanda e il lavandino tollerano  poco  i terreni argillosi  acidi, umidi e soggetti a ristagno idrico, invece preferiscono terreni  asciutti,  leggeri,  a reazione  alcalina  e /o  calcarei. Per una  buona resa in olio essenziale e un’ottimale composizione di quest’ultimo le piante richiedono  un’abbondante  illuminazione, quindi sono da preferire i terreni esposti a sud.

Tipologie di piantagioni

Esistono due tipi di piantagioni:

Squadrato: Adatto per la raccolta manuale.
Densità lavandino: 4 500 piante per ettaro.
Densità Lavanda: 10 000 piante per ettaro.
con l’avvento della raccolta meccanica questo tipo di piantagione è quasi scomparso.
Lineare: Adattato per la raccolta meccanica.Densità lavandino: 7-8 000 piante per ettaro.Densità Lavanda: da 12 a 15 000 piante per ettaro.

Concimazione

la concimazione deve essere fatta in funzione delle asportazioni della coltura, tenendo in considerazione il contenuto di elementi presenti nel terreno, per questo risulta  fondamentale fare le analisi fisico-chimiche del terreno. E’ buona pratica fare le rotazioni colturali prima di reimpiantare la lavanda, una buona rotazione colturale è  Leguminosa-Leguminosa-Cereali- Impianto lavanda.

A titolo puramente indicativo si può prendere in considerazione il seguente piano di concimazione:

Periodo

N

P2O5

K2O

Lavanda/Lavandino

1° anno

0

0

0

Lavanda

In produzione

30

30

30

Lavandino

In produzione

50

50

50

Difesa

La lotta contro le erbe infestanti è essenziale per evitare la competizione per l’acqua a disposizione.
La crescita delle malerbe è dannosa per un buon sviluppo delle piante e può influenzare gravemente la qualità olfattiva degli oli essenziali.

La tendenza  è quella di lavorare il terreno vicino alle piante con una zappatrice.
Spesso è necessario, soprattutto per le giovani piantagioni, anche la zappatura a mano.

Si può quindi ricorrere prevalententemente a buone prassi agronomiche ed evitare la somministrazione di diserbi chimici.

 Raccolta

La raccolta della lavanda avviene in estate (Luglio-Agosto) in quanto il caldo  favorisce l’aumento di olio essenziale nelle cellule del fiore e delle ghiandole secretorie. La raccolta meccanizzata viene fatta con mietitrici

Principali malattie o parassiti

Cecidomia: Insetto dittero. Questo è un parassita sempre presente e abbondante, può causare seri danni. L’insetto è grande 2 millimetri  e depone a lungo le uova alla base del gambo. Le larve, rosa salmone, nascono tra marzo e giugno sotto la corteccia e possono causare la necrosi alla base dei rami; le larve svernano sotto forma di pupa nel terreno.

Deperimento: la pianta diventa gialla, e produce pochi germogli. Sono in corso studi da  molti anni per conoscerne la causa,  al momento l’unica soluzione  è quello di espiantare la coltura.