Gli Articoli di Consulenze Agronomiche

by

In: Come si coltivano

Commenti disabilitati su La coltivazione del Tef (Eragrostis tef (Zucc.) Trotter

fonte immagine Wikipedia

La coltivazione del Tef (Eragrostis tef (Zucc.) Trotter

Sempre più spesso si trova sugli scaffali dei prodotti in cui sono presenti delle colture alternative, come ad esempio i semi di chia, il tef, l’amaranto ecc. Generalmente conosciamo molto poco queste colture sia dal punto di vista storico sia dal punto di vista colturale. Alcune colture si adattano bene nei nostri areali e potrebbero essere una valida alternativa alle colture più tradiionali (vedi articoli su quinoa, goji e lavanda). Oggi farò un articolo su La coltivazione del Tef (Eragrostis tef (Zucc.) Trotter che è uno dei cereali con il seme più piccolo in assoluto e che si può coltivare con il metodo dell’agricoltura biologica.

la coltivazione del tef è tipica dell’Etiopia dove è largamente coltivato e gli abitanti lo usano come cibo quotidianamente.

Il tef

 Nomi comuni: tef, tafi, taf.
Nome botanico: Eragrostis tef (Zucc.) Trotter.
Famiglia Poaceae
Subfamiglia Eragrostidae
Tribù Eragrosteae
Genere Eragrostis; al genere appartengono 300 specie.

Descrizione della pianta:
il Tef è una pianta con fotosintesi C4 ed è a ciclo annuale.
L’apparato radicale è fascicolato, il culmo è prevalentemente eretto anche se alcune cultivar hanno uno stelo che flette.
Le foglie hanno una guaina glabra e aperta, la ligula è corta e la lamina è molto stretta e termina con un apice allungato.
L’infiorescenza è una pannocchia che ha diverse forme passando da compatta (compact) a molto spargola (very loose), vedi immagine

ogni fiorellino ha:

  1. un lemma,
  2. una palea,
  3. tre stami,
  4. un ovario,
  5. uno due e in casi eccezionali tre stimmi piumati. (vedi figura sottostante per conoscere ila botanica del fiore)
http://www-plb.ucdavis.edu
fonte unirc

la cariosside ha una lunghezza di 0,9-1,7 mm e 0,7-1 mm di diametro e il suo colore varia dal bianco al marrone scuro

Origine

il tef sembra essere endemico dell’Etiopia anche se la data e il luogo esatto del suo “addomesticamento” sono ancora sconosciuti però sembra esserci dubbio che sia coltivato in quei luoghi dal 1000 a 4000 a.C. (ancora prima dell’introduzione del farro e dell’orzo). Nel 1866 furono trovati dei semi di Eragrostis repriaria o Eragrostis pilosa sia nella piramide di Dashur (3359 a.C.) sia nella citta ebraica di Ramses in Egitto (1300 a.C.) questo ritrovamento dimostrerebbe la coltivazione di E. tef nell’antico Egitto.

Proprietà

La proprietà nutrizionali sono simili a quelle del miglio anche se il tef contiene una quantità più elevata di amminoacidi essenziali, compresa la Lisina che è l’amminoacido più limitante (il riso e l’avena ne contengono di più). Per alcuni ricercatori il tef ha un contenuto di Ferro più elevato rispetto ad altri cereali. C’è da sottolineare che il tef è un alimento Gluten free quindo è adatto ai celiaci. Di seguito una tabella degli amminoacidi contenuti nel tef e in altri cereali.

Usi

In Etiopia il tef è coltivato per la granella dalla quale si ottiene una farina usata principalmente per preparare il pane locale (enjera) che è simile ad un pancake. La cariosside è fermentescibile e si può usare per ottenere delle bevande alcoliche come il tela e/o katikala. Recentemente l’industria alimentare usa la farina di questo cereale in quanto il tef è un aliemento Gluten free adatto ai celiaci qui di seguito alcuni esempi

Ecologia

Il Tef si adatta a una vasta gamma di ambienti e attualmente è coltivato in diverse condizioni agroclimatiche, esso può essere coltivato sia al livello del mare sia ad un altitudine di 2800 m.s.l.m. e in diverse condizioni climatiche passando da ambienti piovosi ad ambienti più aridi. Tuttavia il tef predilige:

  1. altitudine compresa tra i 1800-2100 metri (nei luoghi di origine)
  2. precipitazioni annue intorno ai 750-850 mm (dei quali almeno 450-550 devono cadere nel periodo della crescita)
  3. temperatura tra i 10°C e 27°C

Tecnica colturale

Il tef viene coltivato più o meno allo stesso modo del grano e dell’orzo. Le lavorazioni principali sono arature o rippature medio superficiali (20/25 cm) e successive frangizollature. Bisogna porre particolare attenzione al letto di semina in quanto il seme è estremamente piccolo.

La dose di seme è compresa tra i 25-30 kg/ha, il seme è piccolissimo infatti il peso di 1000 semi è di solo 265 mg.

Dopo la semina si consiglia un passaggio con il rullo per far aderire meglio il seme al terreno per favorire la germinazione.

Nell’avvicendamento può essere inserito con colza (Brassica napus), girasole (Helianthus annus), mais (Zea mays) e sorgo (Sorghum bicolor). Il tef può seguire una leguminosa come favino (Vicia faba), cece (Cicer arietinum) oppure pisello (Pisum sativum).

Il seme non deve essere posto a profondità superiori di 2 cm.

si è notato che dai terreni argillosi si sviluppano piante più alte rispetto ai terreni sabbiosi.

Il tef può essere considerato un cereale primaverile-estivo, il periodo di semina va dalla tarda primavera sino all’estate inoltrata, però consiglia di seminare nel periodo in cui ho almeno almeno 300-500 mm di pioggia al fine di garantire una crescita e una produzione adeguata. In zone dove le condizioni climatiche sono più aride si possono coltivare varietà a maturazione precoce (60-75 giorni)

Concimazione

Le dsi dei macroelementi è differente a seconda del tipo di terreno di seguito una tabella chiarificatrice

N (kg/ha) P2O5 (kg/ha) K2O (kg/ha)
terreni argillosi (Vertisuoli) 60 26
terreni sabbiosi 40 26

si consiglia di dare usare l’Urea distribuendone, circa 2/3 durante la semina, 1/3 in fase di levata e 1/3 in fase di botticella

Si ricorda che:

  1. l’azoto ha la funzione di far accrescere la pianta, quindi oltre alla produzione di granella avrò anche una buona produzione di paglia,
  2. il fosforo migliora la produzione e la qualità della granella,
  3. il potassio ha un’importanza monore nella produzione del tef e comunque generalmente i nostri suoli sono ricchi di potassio

Difesa

La lotta contro le erbe infestanti è essenziale per evitare la competizione per l’acqua a disposizione.

Ricorrere a buone prassi agronomiche come false semine, uso di semi selezionati e non inquinati da infestanti riducono l’uso di diserbi chimici. Faccio presente che attualmente non sono a conoscenza di prodotti registrati per il Tef, quindi si raccomanda di verificare sempre l’etichetta prima dell’uso del prodotto.

 Raccolta

La raccolta avviene quando la pianta incomincia a ingiallire senza aspettare che la pianta sia troppo secca in quanto il culmo si potrebbe spezzare in quanto sarebbe troppo fragile potrebbero esserci perdite di granella.

Principali malattie o parassiti

Non si rilevano malattie e/o parassiti che possono causare seri problemi alla coltura

by

In: Senza categoria

Commenti disabilitati su La Canapa (Cannabis sativa)

cannabis sativa
immagine da wikipedia

la Canapa (Cannabis sativa) è un genere di piante angiosperme annuali dicotiledoni appartenente alla famiglia delle Cannabaceae (di cui fa parte anche il luppolo, Humulus lupulus, L.

Un po’ di storia; la Canapa (Cannabis sativa) quasi sicuramente è originaria dell’Asia Centrale ed è tra quelle colture che l’uomo ha iniziato a coltivare già dall’antichità, studi hano portato alla luce dei reperti fossili in Asia Minore risalenti a circa 10000 anni fa è una pianta erbacea a ciclo annuale, mentre in Europa i reperti più antichi sono di circa 9000 anni fa e sono stati rinvenuti nell’attuale Romania.

Una storia Italiana

in Italia la coltivazione della canapa risale dal medioevo e si è diffusa soprattutto nel Nord Italia. In quel periodo la coltura aveva un enorme successo in quanto era ricercata sia dalle Repubbliche Marinare per la costruzione di vele e cime (corde) sia dai cartai in quanto la canapa per la produzione di libri.

L’Italia è stata la maggior produttrice di canapa in Europa e seconda al mondo (seconda alla Russia) però a metà del novecento la coltura è stata sempre più abbandonata anche a causa dell’introduzione delle fibre tessili sintetiche e per le leggi internazionali sulle droghe.

MORFOLOGIA

la Canapa (Cannabis sativa) ha ciclo annuale ed è una pianta erbacea.

Fusto: è eretto può raggiungere sino gli 8 metri di altezza, si presenta ramificato. Esso è formato da una corteccia esterna di colore verde, costituita da fibre unite da pectine, e da una parte interna biancastra detta canapulo. Secondo Assocanapa, mediamente la fibra, che rappresenta all’incirca il 25 – 30% del fusto, per l’82% si compone di cellulosa e per il 6% di lignina; la parte restante (70 – 75%) è il canapulo, costituito da circa il 77 % di cellulosa e da circa il 19 % di lignina, di colore bianco. Più il diametro del fusto è grande il fusto più la fibra sarà grossolana e resistente, generalnte la fibra è più spessa vicino alle radici e più fine verso l’alto.

Radice: è a fittone, che in terreni sciolti arriva alla profondità di 150 cm e differenzia esili ramificazioni laterali.

Foglie: provviste di stipole, sono picciolate e palmate, composte da foglioline lanceolate strette, allungate e seghettate, e inizialmente si sviluppano opposte, poi, durante la fioritura, alternate. Il numero di foglioline è variabile: dapprima le foglie sono composte da una singola fogliolina, poi, durante la crescita, numero di foglioline aumenta a 3, 5, 7 fino a un massimo di 13, a seconda della quantità di luce ricevuta quotidianamente.

Fiore: i fiori femminili (pistilliferi) sono composti da un calice membranaceo contenente un ovulo pendulo sormontato da due stili e due stimmi, e sono riuniti in gruppi di 2-6 alle ascelle di brattee formanti corte spighe. È nel calice che, in caso di fecondazione, andrà a formarsi il seme. L’infiorescenza nel suo complesso si presenta allungata. Si formano dopo circa 10 giorni

I fiori maschili (staminiferi), generalmente sono raggruppati e di colore bianco-giallognolo, sono riuniti in pannocchie terminali e ognuno presenta 5 tepali fusi alla base e 5 stami. Una volta giunti a maturazione rilasciano il polline, e la pianta maschile, terminato il suo ciclo, muore. Generalmente compaiono circa 60 giorni dopo la semina

In primavera la pianta germina per fiorire in estate inoltrata, quando le ore di luce diminuiscono (è stato dimostrato che la durata del periodo vegetativo è influenzato dal fotoperiodo cui le piante vengono sottoposte; l’unica specie di Cannabis la cui fioritura non dipende dal fotoperiodo è la Cannabis ruderalis, la cui fioritura avviene automaticamente dopo un periodo di crescita vegetativa variabile tra 21 e 30 giorni circa, e si protrae per un arco di tempo di 4-6 settimane).

L’impollinazione è enemofila.

In Italia la fiornitura avviene verso metà Luglio

frutti: si presentano come degli acheni duri e globosi, ciascuno dei quali racchiude un seme con un sottile pericarpo contenente un endosperma carnoso ed un embrione curvo. Il seme matura in Settembre

Esigenze ambientali

La coltura non ha grandi esigenze in quanto la canapa riesce ad adattarsi ai più svariati ambienti. I climi umidi e con temperature di 20-25°C sono i migliori per avere ottime produzioni. Il suolo adatto sono quelli argillosi e fertili.

Tecnica colturale

La Canapa (Cannabis sativa) è una coltura considerata da rinnovo pertanto è opportuno eseguire un’aratura profonda seguita da tutte le operazioni necessarie per preparare un uon letto di semina.

L’operazione di semina deve essere fatta tra la fine di aprile e i primi di primi maggio. La semina viene fatta con la seminatrice a righe programmando una distanza di 15-18 cm tra le righe, in modo da ottenere, alla raccolta, un investimento di 100-200 piante a metro quadrato. La dose di seme è circa 60 kg/ha.

Concimazione: la canapa risponde alla concimazione azotata. Per ottenere una buona produzione è necessario apportare 150 kg/ha di azoto, 150 kg/ha di fosforo e 100 kg/ha di potassio.

Irrigazione: Normalmenteè superflua al Nord.

Lotta alle infestanti: una volta conclusasi la fase di emergenza, non presenta problemi perchè ha uno sviluppo molto rapido e manifesta una elevata competitività.

Fonti da: Wikipedia, Vita in campagna, tesi di laurea di Bruno Almici e agraria.org

by

In: Senza categoria

Commenti disabilitati su Voucher alle imprese per la partecipazione a fiere internazionali – 2019

La Camera di Commercio di Pisa sostiene la partecipazione autonoma delle PMI della provincia di Pisa a fiere internazionali (scopri quali sono le fiere Internazionali che si svolgono in Italia e per le quali è possibile chiedere contributo) erogando voucher a copertura del 50% delle spese ritenute ammissibili. L’importo dei contributi varia a seconda della localizzazione delle fiere: fino a 2.500 euro per le manifestazioni extra UE e fino a 2.000 euro per gli eventi che si svolgono in Italia o nella UE.

Potranno beneficiare dell’intervento le imprese, loro cooperative e consorzi in possesso dei requisiti indicati nell’art. 2 del bando, tra cui l’iscrizione al Registro Nazionale per l’Alternanza Scuola Lavoro. I voucher saranno concessi secondo l’ordine cronologico di arrivo delle domande fino ad esaurimento fondi ed ogni azienda/consorzio può presentare una sola domanda.

Le date di scadenza per la presentazione delle domande di contributo, da inviare successivamente allo svolgimento della manifestazione, variano in base alla data di inizio della fiera o mostra per la cui partecipazione l’impresa richiede il contributo, nel modo di seguito specificato:

  • mostre e fiere del periodo gennaio-giugno 2019 (data di scadenza il 31 agosto 2019)
  • mostre e fiere del periodo luglio-novembre 2019 (data di scadenza il 15 dicembre 2019)

Per evitare il comulo dei contributi, questi saranno concessi per manifestazioni per le quali l’impresa non goda già di abbattimenti di costi da parte della Regione Toscana, anche attraverso Toscana Promozione Turistica, o di altri soggetti pubblici. Sono inoltre esclusi i soggetti che abbiano già usufruito di contributo della Camera di Commercio di Pisa per due edizioni della stessa mostra/fiera negli ultimi 3 tre anni, ad eccezione delle imprese del settore alabastro.


Per tutti i dettagli contatta il 328 9252482

by

In: Senza categoria

Commenti disabilitati su Nuove restrizioni Ue sul rame in agricoltura, gli effetti sui produttori biologici

Nuove restrizioni Ue sul rame in agricoltura, gli effetti sui produttori biologici

Nuove restrizioni Ue sul rame in agricoltura, gli effetti sui produttori biologici

Il 1° Febbraio entrerà in vigore il Regolamento di Esecuzione (UE) n° 1981 della Commissione del 13 dicembre 2018 (LINK) che rinnova l’approvazione delle sostanze attive composti di rame, come sostanze candidate alla sostituzione, in conformità al regolamento (CE) n. 1107/2009.

La Commissione Europea, accogliendo il parere della Commissione Paff (Plants, Animals, Food and Feed), ha deciso di rinnovare l’autorizzazione all’impiego dei prodotti antiparassitari a base di rame esclusivamente per gli impieghi che comportano un’applicazione totale non superiore a 28 kg di rame per ettaro nell’arco di 7 anni.

Gli Stati membri possono decidere di fissare un valore massimo di applicazione annuo non superiore a 4 kg/ha di rame.

In pratica il limite massimo per l’impiego del rame (per tutti gli agricoltori, non solo quelli biologici) passa dai 6 kg/ettaro/anno a 28 kg in 7 anni (mediamente 4 kg/ettaro/anno) consentendo un meccanismo di flessibilità a seconda dell’andamento stagionale per cui un agricoltore può ridurre un anno la dose ad ettaro ed aumentarla in quello successivo purché nei 7 anni non superi il quantitativo massimo dei 28 kg.

Il rame è uno dei fungicidi più utilizzati in agricoltura, in particolare per le produzioni biologiche, ma è spesso sotto attacco per i rischi ambientali, trattandosi di un elemento poco mobile che tende ad accumularsi negli strati superficiali dei suoli.

Per questo le norme europee in materia di produzioni biologiche, in particolare il Reg. CE 889/2008, già da molti anni prevedono un limite massimo 6 kg di rame per ettaro l’anno. Per le colture perenni, in deroga a quanto sopra, gli Stati membri possono autorizzare il superamento, in un dato anno, del limite massimo di 6 kg di rame a condizione che la quantità media effettivamente applicata nell’arco dei cinque anni costituiti dall’anno considerato e dai quattro anni precedenti non superi i 6 kg (=30 Kg per ettaro l’anno).

Contando sul fatto che il MiPAAFT eviti di stabilire il limite massimo dei 4 kg/ettaro/anno, significa che gli agricoltori biologici ora dovranno rispettare il limite di 6 Kg ettaro l’anno (fino a sforarlo nel rispetto delle disposizioni applicative regionali) a condizione di non superare i 28 Kg ettaro nel settennio, così come previsto dalla legge generale valida per tutti gli agricoltori.

I nuovi limiti imposti dalla Commissione Europea penalizzeranno soprattutto i produttori biologici che non spesso non dispongono di validi prodotti alternativi. Si rischia, inoltre, di incentivare un fenomeno già diffuso: l’uso di fertilizzanti a base rameica ad alto dosaggio come succedanei dei prodotti per la difesa.

Si ricorda che, in base al DM n.15692 che definisce le misure applicate a seguito di non conformità nel biologico, il “superamento dei limiti consentiti nell’utilizzo del rame per la difesa delle colture” costituisce inosservanza punita dall’Organismo di Controllo con il provvedimento di “Diffida” (casistica D1.07).

Da oggi il superamento del nuovo limite di 28 Kg ettaro l’anno – al termine dei sette anni – può diventare motivo di sanzioni ben più gravi emesse dalle autorità pubbliche nei casi di mancato rispetto delle norme di impiego dei prodotti fitosanitari.

Sebbene qualcuno teorizzi il prevalere della disciplina specialistica (normativa del biologico) rispetto a quella generale, il rischio di incappare in pesanti sanzioni diventa rilevante.

Rimane poi il problema più grave: i composti di rame continuano ad essere considerate dalla Commissione EU delle sostanze candidate alla sostituzione a norma dell’articolo 24 del regolamento (CE) n. 1107/2009. Questo significa che con tutta probabilità sanno banditi al termine del prossimo settennio. Diventa vitale, pertanto, la ricerca alternative efficaci per tutte le tipologie di prodotti biologici.

fonte: Bioagricert

by

In: Senza categoria

Commenti disabilitati su Nuova BANCA DATI SEMENTI BIOLOGICHE

Nuova BANCA DATI SEMENTI BIOLOGICHE

Nuova BANCA DATI SEMENTI BIOLOGICHE

In applicazione della circolare MIPAAFT n. 92642 del 28 dicembre 2018, la nuova banca dati è operativa dal 1° gennaio 2019 per l’inserimento delle disponibilità di sementi e materiale di propagazione biologico da parte dei fornitori e dal 1° febbraio 2019 anche per le richieste di deroga.

Per fare ciò è necessario registrarsi come utente qualificato al seguente link:

https://mipaaf.sian.it/cappello/filtro.do?idSito=14

La nuova BDSB è raggiungibile al seguente link:

https://www.sian.it/conSpeBio/index.xhtml

A partire dal 1° febbraio 2019 la banca dati sementi CREA-DC sarà disattivata.

by

In: Senza categoria

Commenti disabilitati su Bando apicoltura – Misure A, B ed E

Bando apicoltura – Misure A, B ed E

Con la DGR n.1097 del 14 dicembre 2018 è stato approvato dalla Giunta regionale il bando rivolto sia ad apicoltori singoli che alle Associazioni apistiche per:

  • Acquisto di attrezzature (sottoazione a.6)
  • Acquisto di arnie (sottoazione b.3)
  • Acquisto di api regine e sciami (sottoazione e.1)

Vengono in totale messi a bando quasi 62.000 euro di cui 25.000 per le attrezzature, 12.000 per le arnie e circa 25.000 per sciami ed api regine.

La principale novità è la possibilità di acquisto di attrezzature, e nello specifico di smielatori e maturatori necessari per l’estrazione e le fasi di decantazione del miele e la sua conservazione aziendale. Tale sottoazione è per gli apicoltori singoli in possesso di almeno 20 alveari regolarmente denunciati in anagrafe e per le Associazioni apistiche che attrezzino lavoratori collettivi di smielatura. La percentuale di contribuzione è del 50% sulla spesa.

L’acquisto arnie è riservato agli apicoltori singoli. La percentuale di contribuzione della misura è del 60%.

L’ acquisto sciami/api regine di razza ligustica, può invece essere fatte oltre che dagli apicoltori singolarmente anche dalle Associazioni apistiche per conto dei loro soci ed anche in questo caso per poter accedere non vi sono limiti di consistenza minima di alveari denunciati. La percentuale di contributo è pari al 60% della spesa.

Termine ultimo per la presentazione delle domande di aiuto è il 25 febbraio 2019.

per tutti i dettagli contattateci al 328 9252482

inquadrando il qr troverai tutti i dati relativi allo studio

by

In: Senza categoria

Commenti disabilitati su Semina biennale del grano duro in Sicilia, il Mipaaft deroga al decreto sul biologico

Semina biennale del grano duro in Sicilia, il Mipaaft deroga al decreto sul biologico

Semina biennale del grano duro in Sicilia, il Mipaaft deroga al decreto sul biologico

Il Mipaaft ha concesso alla Regione Sicilia una deroga al decreto sul biologico, per permettere ai coltivatori di adottare la tradizionale semina biennale del grano duro, che vanta una tradizione secolare. Senza deroga, gli agricoltori siciliani non avrebbero potuto utilizzare lo stesso appezzamento di terra per produrre il grano, per più di una sola volta nell’arco di tre anni.
“Avevamo chiesto una chiara presa di posizione della Regione Sicilia per tutelare realmente il mondo agricolo e in particolare di attivarsi per ottenere tutte le deroghe del caso, per quanto riguarda il decreto sul biologico, che in particolare fornisce le linee guida sulla produzione del grano”. Così in una nota i deputati siciliani Rosalba Cimino, Antonio Lombardo, Maria Marzana e Dedalo Pignatone del MoVimento 5 Stelle in commissione Agricoltura alla Camera.

by

In: Senza categoria

Commenti disabilitati su Bando da 1 milione di euro per agriturismi e fattorie didattiche

Bando da 1 milione di euro per agriturismi e fattorie didattiche

Il bando da 1 milione di euro per agriturismi e fattorie didattiche è rivolto alle aziende agricole ed è finalizzato agli investimenti necessari alla creazione o al miglioramento di attività agrituristiche e di attività didattiche che divulgano i metodi di coltivazione e allevamento tradizionali (fattorie didattiche) e ha come obiettivo incrementare il reddito aziendale, contribuire alla sostenibilità economica delle imprese agricole, creare o stabilizzare posti di lavoro all’interno delle aziende agricole.

La Giunta regionale della Liguria ha approvato il bando da 1 milione di euro per le domande di sostegno e di pagamento a valere sulla sottomisura 6.4 del Psr – Programma di sviluppo rurale 2014-2020 “Investimenti nella creazione e nello sviluppo di attività extra-agricole”. Le domande potranno essere inviate a partire dal 15 gennaio

Le domande potranno essere presentate dalle micro e piccole imprese agricole, dotate di partita Iva con codice attività riferito all’attività agricola prevalente, dal 15 gennaio al 15 marzo 2019. Il contributo può arrivare fino a 200 mila euro per beneficiario ed è pari al 50% della spesa ammessa. Sono finanziabili gli adeguamenti edilizi di beni immobili, l’acquisto o leasing di nuovi macchinari o attrezzature, la realizzazione di strutture sportive e di percorsi escursionistici o didattici all’interno dell’azienda.

Si tratta del terzo bando aperto sulla misura 6.4 dell’attuale programmazione Psr: i precedenti hanno messo in campo risorse per circa 6 milioni di euro e hanno visto la partecipazione di circa 60 progetti.

per tutti i dettagli contattateci al 328 9252482

inquadrando il qr troverai tutti i dati relativi allo studio

fonte Regione Liguria

by

In: Novità

Commenti disabilitati su Voucher alle imprese per la partecipazione a fiere internazionali – 2018

Voucher alle imprese per la partecipazione a fiere internazionali – 2018

La Camera di Commercio di Pisa, per promuovere la competitività delle imprese, incentiva la partecipazione autonoma delle PMI a fiere internazionali erogando voucher a copertura di parte delle spese sostenute.

I voucher sono concessi secondo l’ordine cronologico di arrivo delle domande fino ad esaurimento fondi. Ogni azienda può presentare una sola domanda.

Per tutti i dettagli contattateci328 9252482

inquadrando il qr troverai tutti i dati relativi allo studio




by

In: Novità

Commenti disabilitati su Biologico:viene abrogato il DM 18354/09

Biologico:viene abrogato il DM 18354/09

Biologico:viene abrogato il DM 18354/09

E stato abrogato il DM 18354 del 2009 e sostituto da questo DM, che aggiorna varie parti del vecchio DM come ad esempio la parte vegetale e la  lista dei corroboranti e ne modifica l’etichettatura.

Per scaricare il nuovo DM clicca qui