Gli Articoli di Consulenze Agronomiche

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Nuove restrizioni Ue sul rame in agricoltura, gli effetti sui produttori biologici

Nuove restrizioni Ue sul rame in agricoltura, gli effetti sui produttori biologici

Il 1° Febbraio entrerà in vigore il Regolamento di Esecuzione (UE) n° 1981 della Commissione del 13 dicembre 2018 (LINK) che rinnova l’approvazione delle sostanze attive composti di rame, come sostanze candidate alla sostituzione, in conformità al regolamento (CE) n. 1107/2009.

La Commissione Europea, accogliendo il parere della Commissione Paff (Plants, Animals, Food and Feed), ha deciso di rinnovare l’autorizzazione all’impiego dei prodotti antiparassitari a base di rame esclusivamente per gli impieghi che comportano un’applicazione totale non superiore a 28 kg di rame per ettaro nell’arco di 7 anni.

Gli Stati membri possono decidere di fissare un valore massimo di applicazione annuo non superiore a 4 kg/ha di rame.

In pratica il limite massimo per l’impiego del rame (per tutti gli agricoltori, non solo quelli biologici) passa dai 6 kg/ettaro/anno a 28 kg in 7 anni (mediamente 4 kg/ettaro/anno) consentendo un meccanismo di flessibilità a seconda dell’andamento stagionale per cui un agricoltore può ridurre un anno la dose ad ettaro ed aumentarla in quello successivo purché nei 7 anni non superi il quantitativo massimo dei 28 kg.

Il rame è uno dei fungicidi più utilizzati in agricoltura, in particolare per le produzioni biologiche, ma è spesso sotto attacco per i rischi ambientali, trattandosi di un elemento poco mobile che tende ad accumularsi negli strati superficiali dei suoli.

Per questo le norme europee in materia di produzioni biologiche, in particolare il Reg. CE 889/2008, già da molti anni prevedono un limite massimo 6 kg di rame per ettaro l’anno. Per le colture perenni, in deroga a quanto sopra, gli Stati membri possono autorizzare il superamento, in un dato anno, del limite massimo di 6 kg di rame a condizione che la quantità media effettivamente applicata nell’arco dei cinque anni costituiti dall’anno considerato e dai quattro anni precedenti non superi i 6 kg (=30 Kg per ettaro l’anno).

Contando sul fatto che il MiPAAFT eviti di stabilire il limite massimo dei 4 kg/ettaro/anno, significa che gli agricoltori biologici ora dovranno rispettare il limite di 6 Kg ettaro l’anno (fino a sforarlo nel rispetto delle disposizioni applicative regionali) a condizione di non superare i 28 Kg ettaro nel settennio, così come previsto dalla legge generale valida per tutti gli agricoltori.

I nuovi limiti imposti dalla Commissione Europea penalizzeranno soprattutto i produttori biologici che non spesso non dispongono di validi prodotti alternativi. Si rischia, inoltre, di incentivare un fenomeno già diffuso: l’uso di fertilizzanti a base rameica ad alto dosaggio come succedanei dei prodotti per la difesa.

Si ricorda che, in base al DM n.15692 che definisce le misure applicate a seguito di non conformità nel biologico, il “superamento dei limiti consentiti nell’utilizzo del rame per la difesa delle colture” costituisce inosservanza punita dall’Organismo di Controllo con il provvedimento di “Diffida” (casistica D1.07).

Da oggi il superamento del nuovo limite di 28 Kg ettaro l’anno – al termine dei sette anni – può diventare motivo di sanzioni ben più gravi emesse dalle autorità pubbliche nei casi di mancato rispetto delle norme di impiego dei prodotti fitosanitari.

Sebbene qualcuno teorizzi il prevalere della disciplina specialistica (normativa del biologico) rispetto a quella generale, il rischio di incappare in pesanti sanzioni diventa rilevante.

Rimane poi il problema più grave: i composti di rame continuano ad essere considerate dalla Commissione EU delle sostanze candidate alla sostituzione a norma dell’articolo 24 del regolamento (CE) n. 1107/2009. Questo significa che con tutta probabilità sanno banditi al termine del prossimo settennio. Diventa vitale, pertanto, la ricerca alternative efficaci per tutte le tipologie di prodotti biologici.

fonte: Bioagricert

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Nuova BANCA DATI SEMENTI BIOLOGICHE

Nuova BANCA DATI SEMENTI BIOLOGICHE

In applicazione della circolare MIPAAFT n. 92642 del 28 dicembre 2018, la nuova banca dati è operativa dal 1° gennaio 2019 per l’inserimento delle disponibilità di sementi e materiale di propagazione biologico da parte dei fornitori e dal 1° febbraio 2019 anche per le richieste di deroga.

Per fare ciò è necessario registrarsi come utente qualificato al seguente link:

https://mipaaf.sian.it/cappello/filtro.do?idSito=14

La nuova BDSB è raggiungibile al seguente link:

https://www.sian.it/conSpeBio/index.xhtml

A partire dal 1° febbraio 2019 la banca dati sementi CREA-DC sarà disattivata.

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Bando apicoltura – Misure A, B ed E

Con la DGR n.1097 del 14 dicembre 2018 è stato approvato dalla Giunta regionale il bando rivolto sia ad apicoltori singoli che alle Associazioni apistiche per:

  • Acquisto di attrezzature (sottoazione a.6)
  • Acquisto di arnie (sottoazione b.3)
  • Acquisto di api regine e sciami (sottoazione e.1)

Vengono in totale messi a bando quasi 62.000 euro di cui 25.000 per le attrezzature, 12.000 per le arnie e circa 25.000 per sciami ed api regine.

La principale novità è la possibilità di acquisto di attrezzature, e nello specifico di smielatori e maturatori necessari per l’estrazione e le fasi di decantazione del miele e la sua conservazione aziendale. Tale sottoazione è per gli apicoltori singoli in possesso di almeno 20 alveari regolarmente denunciati in anagrafe e per le Associazioni apistiche che attrezzino lavoratori collettivi di smielatura. La percentuale di contribuzione è del 50% sulla spesa.

L’acquisto arnie è riservato agli apicoltori singoli. La percentuale di contribuzione della misura è del 60%.

L’ acquisto sciami/api regine di razza ligustica, può invece essere fatte oltre che dagli apicoltori singolarmente anche dalle Associazioni apistiche per conto dei loro soci ed anche in questo caso per poter accedere non vi sono limiti di consistenza minima di alveari denunciati. La percentuale di contributo è pari al 60% della spesa.

Termine ultimo per la presentazione delle domande di aiuto è il 25 febbraio 2019.

per tutti i dettagli contattateci al 328 9252482

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Semina biennale del grano duro in Sicilia, il Mipaaft deroga al decreto sul biologico

Semina biennale del grano duro in Sicilia, il Mipaaft deroga al decreto sul biologico

Il Mipaaft ha concesso alla Regione Sicilia una deroga al decreto sul biologico, per permettere ai coltivatori di adottare la tradizionale semina biennale del grano duro, che vanta una tradizione secolare. Senza deroga, gli agricoltori siciliani non avrebbero potuto utilizzare lo stesso appezzamento di terra per produrre il grano, per più di una sola volta nell’arco di tre anni.
“Avevamo chiesto una chiara presa di posizione della Regione Sicilia per tutelare realmente il mondo agricolo e in particolare di attivarsi per ottenere tutte le deroghe del caso, per quanto riguarda il decreto sul biologico, che in particolare fornisce le linee guida sulla produzione del grano”. Così in una nota i deputati siciliani Rosalba Cimino, Antonio Lombardo, Maria Marzana e Dedalo Pignatone del MoVimento 5 Stelle in commissione Agricoltura alla Camera.

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Bando da 1 milione di euro per agriturismi e fattorie didattiche

Il bando da 1 milione di euro per agriturismi e fattorie didattiche è rivolto alle aziende agricole ed è finalizzato agli investimenti necessari alla creazione o al miglioramento di attività agrituristiche e di attività didattiche che divulgano i metodi di coltivazione e allevamento tradizionali (fattorie didattiche) e ha come obiettivo incrementare il reddito aziendale, contribuire alla sostenibilità economica delle imprese agricole, creare o stabilizzare posti di lavoro all’interno delle aziende agricole.

La Giunta regionale della Liguria ha approvato il bando da 1 milione di euro per le domande di sostegno e di pagamento a valere sulla sottomisura 6.4 del Psr – Programma di sviluppo rurale 2014-2020 “Investimenti nella creazione e nello sviluppo di attività extra-agricole”. Le domande potranno essere inviate a partire dal 15 gennaio

Le domande potranno essere presentate dalle micro e piccole imprese agricole, dotate di partita Iva con codice attività riferito all’attività agricola prevalente, dal 15 gennaio al 15 marzo 2019. Il contributo può arrivare fino a 200 mila euro per beneficiario ed è pari al 50% della spesa ammessa. Sono finanziabili gli adeguamenti edilizi di beni immobili, l’acquisto o leasing di nuovi macchinari o attrezzature, la realizzazione di strutture sportive e di percorsi escursionistici o didattici all’interno dell’azienda.

Si tratta del terzo bando aperto sulla misura 6.4 dell’attuale programmazione Psr: i precedenti hanno messo in campo risorse per circa 6 milioni di euro e hanno visto la partecipazione di circa 60 progetti.

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fonte Regione Liguria

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Voucher alle imprese per la partecipazione a fiere internazionali – 2018

La Camera di Commercio di Pisa, per promuovere la competitività delle imprese, incentiva la partecipazione autonoma delle PMI a fiere internazionali erogando voucher a copertura di parte delle spese sostenute.

I voucher sono concessi secondo l’ordine cronologico di arrivo delle domande fino ad esaurimento fondi. Ogni azienda può presentare una sola domanda.

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Biologico:viene abrogato il DM 18354/09

Biologico:viene abrogato il DM 18354/09

E stato abrogato il DM 18354 del 2009 e sostituto da questo DM, che aggiorna varie parti del vecchio DM come ad esempio la parte vegetale e la  lista dei corroboranti e ne modifica l’etichettatura.

Per scaricare il nuovo DM clicca qui

 




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In arrivo i voucher per l’agricoltura

Con l’approvazione della legge 96 del 2018 (che ne ha semplificato l’utilizzo), è ufficialmente partita la procedura Inps per l’utilizzo dei voucher in agricoltura . Lo ha annunciato la Coldiretti, precisando che le prime modifiche sono ora operative: per esempio, l’allungamento della durata da 3 a 10 giorni entro cui è possibile svolgere la prestazione occasionale, un aggiornamento molto atteso dalle imprese agricole con l’inizio della vendemmia.
«È un primo segnale di sburocratizzazione che va nel verso auspicato dal mondo agricolo – si legge in una nota dell’associazione degli agricoltori – ma ora ci auguriamo che anche le altre modifiche previste dalla legge diventino operative con la medesima tempestività all’interno della procedura Inps».
Secondo la Coldiretti, i voucher possono arrivare a coprire circa 50mila posti di lavoro occasionali nelle attività stagionali in campagna, dove possono da sempre essere impiegati soltanto per le attività svolte da disoccupati, cassintegrati, pensionati e giovani studenti che non siano stati operai agricoli l’anno precedente.
Meno del 2% del totale dei voucher è stato impiegato in agricoltura, dove sono nati esattamente dieci anni fa per la raccolta dell’uva. E il numero di voucher impiegati in agricoltura è praticamente rimasto stabile dal 2011: negli ultimi cinque anni (prima dell’abrogazione) nel comparto sono stati venduti poco più di 2 milioni di voucher, pari all’incirca a 350mila giornate/anno di lavoro.
Il valore complessivo delle integrazioni di reddito accordate per le prestazioni a pensionati, studenti, cassintegrati e disoccupati ammonta a circa 22 milioni di euro all’anno, mentre la regione dove sono stati più impiegati è il Veneto con poco più di un quarto del totale.




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Promozione vino mercati internazionali, 11.5 milioni su nuova campagna

Approvate dalla giunta regionale nel corso dell’ultima seduta le disposizioni attuative della misura della promozione del vino toscano sui mercati internazionali per la campagna vitivinicola 2018/2019. A sostegno dell’export dei vini toscani, nell’ambito dei fondi europei della cd. “Ocm Vino” (Organizzazione comune del mercato del settore vitivinicolo), viene destinata a questa misura una somma di circa 11,5 milioni di euro.

Alla misura possono accedere i seguenti soggetti:

  • organizzazioni professionali che si occupano anche di promozione dei prodotti agricoli,
  • organizzazioni di produttori di vino, associazioni di organizzazioni di produttori di vino,
  • organizzazioni interprofessionali, consorzi di tutela, produttori di vino, cioè le imprese, singole o associate (in regola con la presentazione delle dichiarazioni vitivinicole nell’ultimo triennio, che abbiano ottenuto i prodotti da promuovere dalla trasformazione dei prodotti a monte del vino, propri o acquistati e/o che commercializzano vino di propria produzione o di imprese ad esse associate o controllate),
  • soggetti pubblici (escluse le amministrazioni governative centrali, Regioni, Province Autonome e Comuni) con comprovata esperienza nel settore del vino e della promozione dei prodotti agricoli, associazioni temporanee di impresa e di scopo,
  • consorzi,
  • associazioni,
  • federazioni,
  • società cooperative,

a condizione che tutti i partecipanti al progetto di promozione rientrino tra le organizzazioni professionali, i consorzi di tutela, e le reti di impresa composte da produttori di vino.

 Requisiti

I requisiti richiesti sono:

  • avere la sede operativa in Toscana e la promozione di produzioni toscane,
  • avere adeguata disponibilità dei prodotti che vengono promossi (per poter rispondere alla domanda del mercato a lungo termine)
  • i produttori di vino, in forma singola o associata, devono avere presentato, se dovuta, la dichiarazione di produzione e la dichiarazione di vendemmia nelle ultime tre campagne vitivinicole (2015-2017)
  • avere disponibilità di sufficienti capacità tecniche per effettuare scambi a livello internazionale e di risorse finanziarie adeguate per realizzare il progetto in maniera efficace (fatturato medio nel triennio precedente pari al doppio del contributo richiesto).

Qualora il soggetto proponente partecipi a più di un progetto, i progetti non possono essere rivolti allo stesso Paese o allo stesso mercato del Paese.

Cosa si può promuovere

I prodotti che possono essere promossi sono vini a:

  • denominazione di origine protetta,
  • ad indicazione geografica protetta,
  • vini spumanti di qualità,
  • vini spumanti di qualità aromatici
  • vini con l’indicazione della varietà.

 

azioni da attuare

Riguardo alle azioni da attuare in uno o più Paesi o mercati sono ammesse:

  • relazioni pubbliche,
  • promozione e pubblicità, in particolare in termini di qualità, sicurezza alimentare o ambiente,
  • partecipazione a manifestazioni,
  • fiere ed esposizioni di importanza internazionale,
  • campagne di informazione, (sulle delle denominazioni di origine, delle indicazioni geografiche e della produzione biologica)
  • studi per valutare i risultati delle azioni di informazione e promozione.

La durata massima dei progetti è di 12 mesi.

Il contributo massimo attribuibile a ciascun singolo progetto è pari al 50% delle spese sostenute per realizzarlo e comunque non può essere inferiore a 100 mila euro, qualora il progetto sia destinato ad un solo Paese terzo o mercato del Paese terzo, ed a 50 mila euro per Paese terzo o per mercato del Paese terzo, qualora il progetto sia destinato a due o più Paesi terzi o a due o più mercati di Paesi terzi.

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Camera di Commercio del Tirreno, Contributi alle Imprese

Disciplinare per l’erogazione di contributi digitali I4.0 – Misura B (Anno 2018)

La Camera di commercio della Maremma e del Tirreno con l’iniziativa “Disciplinare contributi digitali I4.0 – Anno 2018”, si propone una misura mirata a:

  • promuovere l’utilizzo da parte delle MPMI delle province di Livorno e Grosseto, di servizi o soluzioni focalizzati sulle nuove competenze e tecnologie digitali in attuazione della strategia definita nel Piano Nazionale Impresa 4.0;
  • stimolare la domanda da parte delle imprese del territorio di servizi per il trasferimento di soluzioni tecnologiche e/o realizzare innovazioni tecnologiche e/o implementare modelli di business derivanti dall’applicazione di tecnologie I4.0.

Termine per la presentazione delle domande: 30 novembre 2018 o fino ad esaurimento delle risorse disponibili

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