Gli Articoli di Consulenze Agronomiche

Stevia – Stevia rebaudiana Bertoni

fonte immagine: http://www.reherb.eu/en/content/stevia-rebaudiana

Stevia – Stevia rebaudiana Bertoni

una coltura la cui coltivazione è possibile anche in Italia con il sistema dell’agricoltura biologica

Stevia – Stevia rebaudiana Bertoni, la tassonomia:
Famiglia: Asteracee (Composite)
Genere: Stevia
Specie: rebaudiana Bertoni.

La varietà più conosciuta è la Stevia rebaudiana Bertoni anche se in natura ne esistono più di 100 varietà.

Le varietà più apprezzate sono: Criolla, Morita e Eirete:

  • Native Variety (Criole/Criolla):  ha un sapore meno dolce rispetto ad altre  però è molto resistente alle carenze idriche,
  • Stevia Eirete: è un ibrido originato in Paraguay  ed è usato per la coltivazione in pieno campo: il prodotto ottenuto da questa varietà ha un potere dolcificante maggiore della Native
  • Stevia Morita II: questa varietà è stata selezionata per ottenere un prodotto con un potere dolcificante  maggiore della Native però è più sensibile alla mancanza d’acqua
  • Stevia Morita III: è una varietà ottenuta dall II, il potere dolcificante è uguale alla varietà genitrice però è più resistente alle carenze idriched
  • Katupyry: varietà selezionata in Paraguay  èd è adatta per i climi aridi ed è dotata di elevato potere dolcificante

Descrizione

La Stevia rebaudiana è una pianta perenne ed è originaria  dell’Alto Paraná nel Paraguay sudorientale. 

La Stevia è un suffruttice, i fusti  tendono a diventare legnosi, il portamento è eretto. Nelle prime fasi  ha un solo stelo, ma crescendo negli anni  assume un portamento cespuglioso. Nel suo ambiente naturale raggiunge i 90 cm ma se coltivato ai tropici può superare il metro

Radice: l’apparato radicale  è fibroso, sono presenti  numerose radichette laterali, ed è sprovvisto del principio dolcificante

Fusto: il fusto è tomentoso (ricco di peluria), inizialmente ha una consistenza erbacea ma nel proseguire della stagione tende a lignificare alla base

Foglie: le foglie sono la sede centrale del principio dolcificante (denominato stevioside e rebaudoside A). La loro forma è lanceolata, seghettate e tomentose in entrambe le pagine. Il colore è verde chiaro nella pagina inferiore e verde scuro nella pagina superiore

Infiorescenza: i fiori sono molto piccoli, sono ermafroditi, la corolla ha 5 petali campanulati

Frutto: è un achenio indeiscente molto piccolo, dotato di pappo, (peso di 1000 semi circa 0,20 g)

                    particolari dell’infiorescenza del fusto e della foglia

Coltivazione della Stevia

Preparazione del suolo: L’adeguata preparazione del terreno, prima dell’impianto della coltura, è essenziale per ottenere un buon sviluppo e una buona produzione. La Stevia richiede una rigorosa preparazione del terreno. E’ necessario preparare un buon letto di semina econsiglia un’aratura a una  profondità non superiore a 25 cm.

Prima di mettere a dimora le giovani piante è importante aver fatto tutte le concimazioni e i trattamenti necessari.

E’ importante iniziare la fertilizzazione circa un mese dopo il trapianto con concimi a lenta cessione, il massimo utilizzo degli elementi nutritivi coincide con il maggiore sviluppo della pianta, quindi nei mesi tra giugno e agosto dobbiamo apportare sempre il concime.

Il seguente  schema di fertilizzazione può servire da guida per : 180 kg / ha di azoto (N), 60 kg / ha di potassio (K) e 92 kg / ha di fosforo (P).

Riproduzione per seme

Con il seme ottenuto possiamo procedere alla preparazione del semenzaio, si consiglia un buon terriccio organico di tessitura fine e drenante su cui appoggiare i semi, che non devono essere coperti perché la germinazione avviene alla luce. Il tempo di germinazione è molto lungo servono almeno quarantacinque giorni a 20°C, quando la piantina avrà 6-8 foglie vere, è pronta per il trapianto.

Riproduzione per talea

La talea si ottiene più facilmente da punta (3-4 nodi). L’epoca migliore per fare le talee  è la tarda primavera. Le talee radicano circa in 15-20 giorni e sono pronte al trapianto dopo quarantacinque giorni.

 Esigenze ambientali

I  requisiti  più importanti sono clima, fotoperiodo, temperatura, terreno, pH del terreno e acqua.

Fotoperiodo I fotoperiodi lunghi aumentano la lunghezza degli internodi, l’area fogliare, il peso secco e accelerano l’aspetto delle foglie. La sostanza secca si riduce della metà con un fotoperiodo di pochi giorni. Il fotoperiodo critico per lo sviluppo della stevia è di 13 ore, ma esiste una grande variabilità genetica tra gli ecotipi.

Temperatura La Stevia è una specie originaria della zona subtropicale semi umida con temperature estreme comprese tra -6 e 43 ̊C, con una media di 24 ̊C. Si ritiene che la temperatura ottimale è compresa tra 24 e 28 ̊C. Nei nostri climi la stevia presenta un ciclo colturale primaverile estico con un periodo di quiescenza in inverno.

Terreno Il terreno ideale  della stevia è sabbioso-argilloso, argilloso e sabbioso-limoso. Si adatta bene a terreni con un buon drenaggio,. Non sopporta il ristagno idrico. 

pH Il pH ottimale è quello sub-acido ma sopporta valori di 7,5 purchè non ci sia una salinità elevata

Acqua: Il fabbisogno idrico di questa specie è alto e continuo; cioè, l’acqua non deve mancare durante le diverse fasi del suo sviluppo.  Stevia non tollera lunghi periodi di siccità, per cui nelle zone in cui le precipitazioni annuali sono inferiori a 1.400 mm è necessario utilizzare sistemi di irrigazione. Uno studio in Toscana ha messo inm risalto che tra giugno e agosto la Stevia necessita circa 500 mm di acqua, nelle fasi iniziali la pianta ha un consumo più alto rispetto alle fasi successive. Nei nostri areali l’irrigazione è indispensabile

Semina

il sesto di impianto  è 0,45 m x 0,20 m avendo una densità di  oltre 100.000 piantine/ha.

La Stevia può essere piantata in qualsiasi momento dell’anno, purché si abbia a disposizione un sistema di irrigazione, però per garantire il successo del trapianto, è consigliabile iniziare le piantagioni nei mesi più piovosi.

Raccolta

La raccolta avviene tramite lo sfalcio della parte aerea avendo cura di preservare le gemme basali.

Nella zona di origine, dove la coltura presenta una vegetazione continua, lo sfalcio avviene più volte all’anno (massimo di tre sfalci). Nei nostri areali la Stevia si comporta come primaverile estiva, con periodo invernale di quiescenza.

Il prodotto sfalciato deve essere sottoposto al processo dell’essiccazione, per ridurre l’unidità a valori inferiori al 10%. L’essicazione può eessere fatto o con forni termoventilati oppure al Sole.

Successivamento allo sflacio è necessario procedere la battitura manuale o meccanica, operazione che consente la separazione delle foglie dagli steli. La parte fogliare  ottenuta dalla battitura deve essere sottoposta a operazione di ventilazione, al fine  di separare, in funzione del peso, diverse frazioni di erbe dalla polvere e dalle impurità inerti.

 

Per maggiori informazioni sulla stevia contattateci.

 


Bando per la concessione di contributi per il cofinanziamento di iniziative per la valorizzazione del patrimonio culturale, lo sviluppo e promozione del turismo – Anno 2018

La Camera di Commercio della Maremma e del Tirreno ha attivato un contributi valorizzazione del patrimonio culturale, lo sviluppo e promozione turistica – Anno 2018

Termine per la presentazione delle domande: 30 novembre 2018, salvo chiusura anticipata del bando per esaurimento fondi

La Camera di Commercio della Maremma e del Tirreno nell’ambito della “Valorizzazione del patrimonio culturale, sviluppo e promozione del turismo”, allo scopo di intensificare e promuovere la conoscenza e la fruizione dei beni culturali e paesaggistici, informa che la possibilità di ottenere contributi sarà subordinata alla partecipazione del bando.

Lo stanziamento complessivo destinato all’iniziativa è pari ad € 87.000.

Per tutti i dettagli contattateci328 9252482

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(articolo da http://www.lg.camcom.gov.it/pagina0_home.html)

Voucher alle imprese che ospitano percorsi di Alternanza Scuola Lavoro – 2018

Le  Camere di Commercio di Pisa  e della Maremma del Tirreno (Livorno e Grosseto) per facilitare l’incontro tra domanda-offerta di formazione e lavoro, ha previsto la concessione di voucher alle imprese che intendono ospitare percorsi di Alternanza Scuola-Lavoro.

Alle imprese sarà concesso un voucher di 600 euro per ogni studente, della scuola secondaria di secondo grado e dei Centri di Formazione Professionale, ospitato in azienda per un percorso di almeno 40 ore.

ATTENZIONE:è consentita una sola domanda di contributo per un numero massimo di 3 stage(3 studenti) ospitati a partire dal 1 gennaio 2018 e conclusi al momento in cui verrà presentata la richiesta. Ciascuna impresa potrà quindi ricevere un contributo massimo di 1.800 euro.

Il contributo sarà erogato solo a fronte di percorsi di alternanza scuola-lavoro effettivamente svolti e documentati. Potranno beneficiare dell’intervento solamente i soggetti, imprese e soggetti REA, in linea con i requisiti indicati del bando.

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“Terre di Pisa” un nuovo prodotto turistico del territorio rurale pisano

La Camera di Commercio di Pisa  ha ideato un nuovo un brand che identifica le peculiarità agroalimentari, artistiche, storiche, naturali e l’offerta turistica d’eccellenza. Il nuovo marchio ha il nome di “Terre di Pisa” e comprensiva i territori del Comune di Pisa si  i Comuni dell’entroterra pisano.
L’iniziativa è nata dalla Camera di Commercio di Pisa che ha raccolto l’esigenza degli operatori del settore agroalimentare, vitivinicolo e dell’ospitalità di definire un progetto di marketing di destinazione di Pisa e del suo entroterra.

Il progetto, al quale hanno aderito 33 Comuni, le Unioni Valdera e Altavaldera, numerose Associazioni di Categoria e soggetti turistici rappresentativi del del territorio pisano, si propone di migliorare la qualità dei servizi turistici offerti sul territorio, di valorizzare i prodotti agroalimentari ed artigianali, di accrescere la consapevolezza dei soggetti coinvolti  e di attrarre i turisti in cerca di luoghi e prodotti non standardizzati, proponendo al contempo esperienze di autentico lifestyle toscano.

Al disciplinare “Terre di Pisa” potranno aderire le tipologie di soggetti sotto elencati, in qualsiasi forma giuridica costituiti, con sede in provincia di Pisa o nei Comuni limitrofi:

  • strutture ricettive sia alberghiere sia extra-alberghiere
  • servizi di ristorazione (ristoranti, trattorie, osterie, enoteche, catering)
  • aziende agroalimentari, artigianali e di altre produzioni manifatturiere (incluse cantine e frantoi e botteghe di prodotti tipici)
  • fornitori di servizi turistici  (tour operator, agenzie incoming, noleggio con o senza conducente, trasporti, guide turistiche, ambientali ed enogastronomiche, SPA, servizi termali, altri fornitori di servizi turistici)
  • siti di interesse storico-artistico, culturale, ambientale

La candidatura deve essere accompagnata da un’autocertificazione che dichiari il possesso dei requisiti previsti dal disciplinare riguardo al rispetto della normativa in materia di CCNL, di sicurezza sul  lavoro e di igiene alimentare, riguardo alla qualità dell’accoglienza e all’autenticità e tipicità dell’ offerta  proposta.
L’adesione è volontaria e gratuita e consentirà il coinvolgimento nelle campagne di comunicazione e promozione della destinazione turistica “Terre di Pisa” rivolte sia al mercato italiano sia a quello estero. Offrirà inoltre visibilità sul sito internet dedicato al brand e favorirà la creazione di una rete di riferimento per trovare altri operatori qualificati da coinvolgere nei propri pacchetti turistici o ai quali rivolgersi per soddisfare le richieste dei propri clienti.

per maggiori informazioni puoi contattare lo studio    al 328 9252482

inquadrando il qr troverai tutti i dati relativi allo studio

(articolo da www.pi.camcom.it/)

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In: Opportunità

Commenti disabilitati su In Cantina Jazz: Terre di Pisa Tour 2018

 

In Cantina Jazz: Terre di Pisa Tour 2018 è un’iniziativa legata alla promozione del territorio pisano e dei suoi prodotti, organizzata in collaborazione con l’Associazione Musicale Sinestesica, prevede dieci appuntamenti itineranti alla scoperta delle cantine delle Terre di Pisa nel periodo luglio/dicembre 2018.

In ogni appuntamento verranno proposti in degustazione tre vini, nel corso di una cena o un buffet, sui quali l’Associazione Sinestesica costruirà il programma musicale della serata, uno spettacolo sensoriale che invita il pubblico a “degustare la musica e ascoltare il vino”.

La Camera di Commercio concederà ad ogni cantina un contributo del 70%, fino ad un massimo di 1.000 euro (IVA inclusa), a parziale rimborso delle spese sostenute.

Affretta la tua candidatura compilando il modulo di adesione da trasmettere per PEC entro lunedì 2 luglio 2018.

Per maggiori informazioni contattaci

 

(immagini e testo da http://www.pi.camcom.it/)

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In: Generale, Senza categoria

Commenti disabilitati su Nuovo Regolamento Bio in vigore dal 2021

 

 

é stato pubblicato il nuovo Regolamento per il BIO che sarà in vigore dal 2021.

Qui puoi scaricare il regolamento Reg. 848/2018

 


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Commenti disabilitati su obbligo di indicazione in etichetta dell’origine dei derivati del pomodoro

obbligo di indicazione in etichetta dell'origine dei derivati del pomodoro

 

 

Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto che introduce l’obbligo di indicazione in etichetta dell’origine dei derivati del pomodoro

Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali comunica che è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il decreto interministeriale, firmato dai Ministri Maurizio Martina e Carlo Calenda, per introdurre obbligo di indicazione in etichetta dell’origine dei derivati del pomodoro.

Il provvedimento introduce la sperimentazione per due anni del sistema di etichettatura, nel solco della norma già in vigore per i prodotti lattiero caseari, per la pasta e per il riso. Il decreto si applica ai derivati come conserve e concentrato di pomodoro, oltre che a sughi e salse che siano composti almeno per il 50% da derivati del pomodoro.

“Andiamo avanti sulla strada della trasparenza in etichetta e della qualità – afferma il Ministro Maurizio Martina – soprattutto in una filiera strategica come quella del pomodoro. Le nuove etichette aiuteranno a rafforzare i rapporti tra chi produce e chi trasforma. In questo modo tuteliamo non solo i nostri prodotti, ma anche il lavoro delle nostre aziende e i consumatori. Siamo convinti – conclude Martina – che questa scelta debba essere estesa a livello europeo, garantendo così la piena attuazione del regolamento Ue 1169 del 2011. I cittadini hanno il diritto di conoscere con chiarezza l’origine delle materie prime degli alimenti che finiscono sulle loro tavole.”

LE NOVITÀ DEL DECRETO

Il provvedimento prevede che le confezioni di derivati del pomodoro, sughi e salse prodotte in Italia dovranno avere obbligatoriamente indicate in etichetta le seguenti diciture:

a) Paese di coltivazione del pomodoro: nome del Paese nel quale il pomodoro viene coltivato;

b) Paese di trasformazione del pomodoro: nome del paese in cui il pomodoro è stato trasformato.

Se queste fasi avvengono nel territorio di più Paesi possono essere utilizzate, a seconda della provenienza, le seguenti diciture: Paesi UE, Paesi NON UE, Paesi UE E NON UE.

Se tutte le operazioni avvengono nel nostro Paese si può utilizzare la dicitura “Origine del pomodoro: Italia”.

ORIGINE VISIBILE IN ETICHETTA
 
Le indicazioni sull’origine dovranno essere apposte in etichetta in un punto evidente e nello stesso campo visivo in modo da essere facilmente riconoscibili, chiaramente leggibili ed indelebili.

I provvedimenti prevedono una fase per l’adeguamento delle aziende al nuovo sistema e lo smaltimento completo delle etichette e confezioni già prodotte.

IN VIGORE FINO A PIENA ATTUAZIONE REGOLAMENTO UE 1169
 
Il decreto decadrà in caso di piena attuazione dell’articolo 26, paragrafo 3, del regolamento (UE) Reg_CE 1169/11 che prevede i casi in cui debba essere indicato il Paese d’origine o il luogo di provenienza dell’ingrediente primario utilizzato nella preparazione degli alimenti, subordinandone l’applicazione all’adozione di atti di esecuzione da parte della Commissione, che ad oggi non sono stati ancora emanati.

OLTRE L’82% DEGLI ITALIANI CHIEDE TRASPARENZA NELL’INDICAZIONE D’ORIGINE DEL POMODORO NEI DERIVATI

Oltre l’82% degli italiani considera importante conoscere l’origine delle materie prime per questioni legate al rispetto degli standard di sicurezza alimentare, in particolare per i derivati del pomodoro. Sono questi i dati emersi dalla consultazione pubblica online sulla trasparenza delle informazioni in etichetta dei prodotti agroalimentari, svolta sul sito del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, a cui hanno partecipato oltre 26mila cittadini.

(fonte:https://www.politicheagricole.it)


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Al via marchio “Prodotto di Montagna”

Prodotto di Montagna: è’ stato presentato oggi il marchio identificativo del regime di qualità ‘prodotto di montagna’. Il logo, realizzato dal Mipaaf, è verde con una montagna stilizzata e potrà essere utilizzato sui prodotti previsti dal regime di qualità. L’indicazione facoltativa di qualità «prodotto di montagna», infatti, è utilizzata per le materie prime che provengono essenzialmente da zone montane e nel caso degli alimenti trasformati,  quando  trasformazione, stagionatura e maturazione hanno luogo in montagna.

“Il nostro obiettivo – ha dichiarato il Ministro Martina – è valorizzare meglio il lavoro dei produttori delle zone montane. Parliamo del 17% del totale delle imprese agricole italiane e di un terzo degli allevamenti. Con il regime di qualità e questo nuovo marchio i consumatori potranno riconoscere più facilmente dalle etichette le produzioni e supportare queste attività e il loro valore non solo economico, ma sociale e ambientale.Ora è cruciale dare continuità a questo lavoro, perché il futuro delle nostre montagne è il futuro di una parte importante della nostra identità”. (Fonte: https://www.politicheagricole.it)

DATI RAPPORTO MONTAGNA 2017

Valore agricoltura montana in Italia: 9,1 miliardi di euro di cui 6,7 miliardi Appennini e 2,4 miliardi Alpi
Occupati 2011-2016 nelle province alpine: +10%
(dati della Fondazione Montagne Italia)


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In: Agricoltura

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agricoltura biologica

Agricoltura Biologica approvato in via definitiva il decreto controlli

Agricoltura Biologica: il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali rende noto che il Consiglio dei Ministri ha approvato oggi in via definitiva il decreto legislativo recante disposizioni di armonizzazione e razionalizzazione della normativa sui controlli in materia di produzione agricola e agroalimentare biologica. La norma attua la delega contenuta nel Collegato agricoltura e aggiorna le disposizioni ferme al 1995, adeguandole anche alle sopravvenute leggi europee.

Il provvedimento ha i seguenti obiettivi:
– garantire una maggiore tutela del consumatore;
– assicurare una maggiore tutela del commercio e della concorrenza;
– semplificare e unificare in un solo testo di legge la materia dei controlli sulla produzione agricola biologica;
– rendere il sistema dei controlli più efficace anche sotto il profilo della repressione.

LE NOVITÀ PRINCIPALI

SISTEMA DEI CONTROLLI

Il decreto conferma che il Mipaaf è l’autorità competente per l’organizzazione dei controlli e che delega tali compiti ad organismi di controllo privati e autorizzati. All’Ispettorato centrale per la tutela della qualità e la repressione frodi dei prodotti agroalimentari del Ministero, al Comando unità tutela forestale, ambientale e agroalimentare dei Carabinieri, nonché alle Regioni, negli ambiti territoriali di competenza, spetta la competenza in materia di vigilanza e controllo sugli organismi di controllo.

NORME CONTRO IL CONFLITTO DI INTERESSI TRA CONTROLLORI E CONTROLLATI

In particolare la norma introduce meccanismi a rafforzamento della leale concorrenza e per l’eliminazione dei conflitti di interessi degli organismi di controllo. Per questo si stabilisce che:

– gli operatori del biologico non possono detenere partecipazioni societarie degli organismi di controllo che superi la metà del capitale sociale dell’Organismo di controllo. Sono escluse da tale requisito le associazioni di carattere consortile che non abbiano fine di lucro;

– gli organismi di controllo non possono svolgere, nel settore dell’agricoltura biologica, attività diversa dall’attività di controllo;

– gli organismi di controllo, i relativi rappresentanti e amministratori, nonché il personale addetto al controllo non possono fornire beni o servizi, diversi dall’attività di controllo agli operatori controllati;

– l’ispettore non può svolgere l’attività di controllo presso lo stesso operatore per più di tre visite consecutive;

– gli organismi di controllo devono garantire adeguate esperienza e competenza delle risorse umane impiegate;

– nuovi obblighi di comportamento degli organismi di controllo, che discendono dai principi di trasparenza e correttezza e conseguenti sanzioni amministrative pecuniarie, con funzioni deterrenti.

BANCA DATI DELLE TRANSAZIONI BIO CONTRO LE FRODI

La norma istituisce una banca dati pubblica di tutte le transazioni commerciali del settore biologico fruibile da tutti gli operatoti del sistema, per rendere più trasparenti le transazioni e più tempestiva l’azione antifrode e maggiore la tutela dei consumatori.

(Fonte: https://www.politicheagricole.it)


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Al via 2018 anno del cibo italiano

 

Al via 2018 anno del cibo italiano. I Ministeri delle politiche agricole alimentari e forestali e dei beni culturali e del turismo comunicano che i ministri Dario Franceschini e Maurizio Martina hanno proclamato il 2018 Anno nazionale del cibo italiano. Da gennaio prenderanno il via manifestazioni, iniziative, eventi legati alla cultura e alla tradizione enogastronomica dell’Italia.

Tutte le iniziative dell’Anno del cibo italiano saranno connotate da un logo ufficiale che viene presentato oggi per la prima volta alla stampa.

Si punterà sulla valorizzazione dei riconoscimenti Unesco legati al cibo come la Dieta Mediterranea, la vite ad alberello di Pantelleria, i paesaggi della Langhe Roero e Monferrato, Parma città creativa della gastronomia e all’Arte del pizzaiuolo napoletano iscritta di recente. Sarà l’occasione per il sostegno alla candidatura già avviata per il Prosecco e la nuova legata all’Amatriciana.

Allo stesso tempo saranno attivate iniziative per far conoscere e promuovere, anche in termini turistici, i paesaggi rurali storici, per il coinvolgimento e la promozione delle filiere e ci sarà un focus specifico per la lotta agli sprechi alimentari. Lo stretto legame tra cibo, arte e paesaggio sarà inoltre il cuore della strategia di promozione turistica che verrà portata avanti durante tutto il 2018 attraverso l’Enit e la rete delle ambasciate italiane nel mondo e permetterà di evidenziare come il patrimonio enogastronomico faccia parte del patrimonio culturale e dell’identità italiana.

“Abbiamo un patrimonio unico al mondo – ha dichiarato il Ministro Maurizio Martina – che grazie all’anno del cibo potremo valorizzare ancora di più. Dopo la grande esperienza di Expo Milano, l’esperienza agroalimentare nazionale torna ad essere protagonista in maniera diffusa in tutti i territori. Non si tratta di sottolineare solo i successi economici di questo settore che nel 2017 tocca il record di export a 40 miliardi di euro, ma di ribadire il legame profondo tra cibo, paesaggio, identità, cultura.  Lo faremo dando avvio al nuovo progetto dei distretti del cibo. Lo faremo coinvolgendo i protagonisti a partire da agricoltori, allevatori, pescatori, cuochi. E credo che in quest’ottica sia giusto dedicare l’anno del cibo ad una figura come Gualtiero Marchesi, che ha incarnato davvero questi valori facendoli conoscere a livello internazionale”.

“Dopo il successo del 2016 Anno nazionale dei cammini e del 2017 Anno nazionale dei borghi, il 2018 sarà l’Anno del cibo italiano. Un’occasione importante per valorizzare e mettere a sistema le tante e straordinarie eccellenze  e fare un grande investimento per l’immagine del nostro Paese nel mondo. Grazie alla collaborazione dei Ministeri della Cultura e dell’Agricoltura, l’Italia potrà promuoversi anche all’estero in maniera integrata e intelligente valorizzando l’intreccio tra cibo, arte e paesaggio che è sicuramente uno degli elementi distintivi dell’identità italiana”. Così il ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, Dario Franceschini annunciando l’avvio dal primo gennaio 2018 di una campagna di comunicazione social dei musei statali che pone l’attenzione sul rapporto, nei secoli, tra arti e enogastronomia,  sottolineandone il ruolo fondamentale nella costruzione del patrimonio culturale italiano.

Qui le locandine dell’iniziativa:w ww.beniculturali.it/annodelciboitaliano

(FONTE MIPAAF)