Gli Articoli di Consulenze Agronomiche

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Obblighi e Sanzioni per gli operatori in Agricoltura Biologica

Obblighi e Sanzioni per gli operatori in Agricoltura Biologica

in questo articolo andremo a vedere gli obbighi e sanzioni per gli operatori che operano in Agricoltura Biologica ai sensi del Decreto legislativo 23 febbraio 2018, n. 20.

Il decreto leggislativo introduce alcune importanti novità in tre ambiti determinanti:

  1. attività di controllo,
  2. conflitto di interessi,
  3. quadro sanzionatorio.

Sono stati introdotti ulteriori obblighi a garanzia dell’imparzialità dei controlli e per l’eliminazione dei conflitti di interessi degli OdC: il divieto di partecipazione alla proprietà dello stesso, in misura superiore alla metà del capitale sociale, da parte di operatori controllati; il divieto di svolgimento di servizi di consulenza e qualsiasi attività diversa dal controllo; l’obbligo di rotazione dei tecnici controllori con un massimo di tre visite consecutive presso l’operatore controllato.

E’ stato introdotto un quadro sanzionatorio importante, che prevede gravi sanzioni amministrative pecuniarie a carico sia degli OdC sia degli operatori controllati, relative agli obblighi specifici legati al sistema di controllo, alla conformità dei prodotti e alle pratiche commerciali ingannevoli.

La nuova normativa istituisce poi una banca dati pubblica di tutte le transazioni commerciali del settore biologico fruibile da tutti gli operatori del sistema: questo rende più trasparenti le transazioni, più tempestiva l’azione anti frode e aumenta la tutela dei consumatori.

Il decreto all’art. 9  prevede che agli operatori che operano in Agricoltura Biologica è fatto obbligo di:

a) redigere ed aggiornare il documento contenente la descrizione completa dell’attivita’, del sito e dell’unita’ produttiva ai sensi dell’articolo 63 del regolamento (CE) n. 889/2008;

b) redigere ed aggiornare il documento contenente le misure per garantire, a livello di unita’, di sito e di attivita’, il rispetto delle norme di produzione biologica e prevenire i rischi di contaminazione;

c) eseguire le misure adottate dall’organismo di controllo, anche se successive al recesso o all’esclusione dell’operatore per fatti antecedenti l’esclusione o il recesso medesimi;

d) in caso di soppressione delle indicazioni, informare, per iscritto, gli acquirenti del prodotto circa l’avvenuta soppressione delle indicazioni dalle produzioni;

e) non presentare, in caso di esclusione, nuova domanda di notifica di cui all’articolo 28 del regolamento prima che siano trascorsi due anni dalla data della misura di esclusione, fatta salva l’esclusione di morosita’;

f) annotare tutte le operazioni riguardanti la produzione e la commercializzazione dei prodotti biologici, o in conversione, su appositi registri, o, in alternativa, su registri obbligatori gia’ utilizzati in adempimento di altre disposizioni normative, purche’ contenenti le informazioni previste dalla normativa comunitaria e nazionale per il settore biologico;

g) adottare un sistema, che consenta la tracciabilita’ e rintracciabilita’ dei prodotti biologici in tutte le fasi di produzione, preparazione e distribuzione, ai sensi dell’articolo 18 del regolamento (CE) n. 178/2002;

h) comunicare preventivamente all’organismo di controllo la tipologia di contabilita’ e tracciabilita’ utilizzata;

i) mettere a disposizione i registri di cui alla lettera f) all’organismo di controllo ed alle autorita’ di cui all’articolo 3;

l) per le finalita’ di cui all’articolo 5, comma 12, comunicare periodicamente all’organismo di controllo la natura e la quantita’ di prodotto biologico, o in conversione, immesso sul mercato;

m) comunicare tempestivamente all’organismo di controllo i reclami ricevuti dai clienti;

n) comunicare tempestivamente all’organismo di controllo l’esito dei controlli svolti dalle autorita’ competenti, in caso di contestazioni di non conformita’.

Il Decreto legislativo 23 febbraio 2018, n. 20 all’ art. 10 prevede le seguenti sanzioni amministrative pecuniarie relative alla designazione, alla presentazione e all’uso commerciale:

1. Salvo che il fatto costituisca reato, chiunque utilizza sulla confezione o sull’imballaggio, nei marchi commerciali, nell’informazione ai consumatori anche tramite internet o sui documenti di accompagnamento, indicazioni, termini o simboli che possono indurre in errore il consumatore sulla conformita’ del prodotto o dei suoi ingredienti alle prescrizioni del regolamento, e’ sottoposto alla sanzione amministrativa pecuniaria da 7.000 euro a 18.000 euro.

2. Salvo che il fatto costituisca reato, chiunque utilizza in maniera non conforme al regolamento i termini relativi alla produzione biologica nell’etichettatura, nella pubblicita’, nella presentazione e nei documenti commerciali di prodotti rinvenuti in fase di commercializzazione, e’ soggetto alla sanzione amministrativa pecuniaria da 1.000 euro a 3.000 euro.

3. Salvo che il fatto costituisca reato, chiunque utilizza in maniera non conforme al regolamento il logo comunitario di produzione biologica nell’etichettatura, nella pubblicita’ e nella presentazione di prodotti rinvenuti in fase di commercializzazione, e’ soggetto alla sanzione amministrativa pecuniaria da 600 euro a 1.800 euro.

Mentre l’art. 11 prevede le seguenti sanzioni amministrative a carico degli operatori:

1. Salvo che il fatto costituisca reato, chiunque, anche se non piu’ inserito nel sistema di controllo, a seguito di esclusione o di recesso volontario, non provvede a mettere in atto, nei tempi previsti dalla vigente normativa europea e nazionale, le necessarie procedure per il ritiro della merce ovvero a comunicare ai propri clienti la soppressione dei termini riferiti al metodo di produzione biologico, e’ soggetto alla sanzione amministrativa pecuniaria da 10.000 euro a 20.000 euro. Salvo che il fatto costituisca reato, alla medesima sanzione soggiace chiunque, non piu’ inserito nel sistema di controllo, a seguito di esclusione o di recesso volontario, non provvede a comunicare la soppressione delle indicazioni relative al metodo di produzione biologico.

2. Salvo che il fatto costituisca reato, chiunque non consente o impedisce le verifiche dell’organismo di controllo e’ sottoposto alla sanzione amministrativa pecuniaria da 6.000 euro a 18.000 euro.

3. Salvo che il fatto costituisca reato, a chiunque sia stato applicato da parte dell’organismo di controllo un provvedimento definitivo di sospensione della certificazione biologica, e’ irrogata la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 6.000 euro a 18.000 euro, fatta eccezione per la sospensione imputabile a morosita’.

4. Salvo che il fatto costituisca reato, a chiunque sia stato applicato da parte dell’organismo di controllo un provvedimento definitivo di esclusione dal sistema biologico, e’ irrogata la sanzione amministrativa pecuniaria da 10.000 euro a 30.000 euro, fatta eccezione per la esclusione imputabile a morosita’.

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Commenti disabilitati su Come fare un’etichetta per il vino

Come fare un’etichetta per il vino

Come fare un’etichetta per il vino

Con l’articolo di oggi approfondiremo come fare un’etichetta per il vino.

Un’etichetta del vino è composta da:

  • indicazioni obbligatorie: (comuni a tutte le categorie di prodotti viticoli)
  • indicazioni facoltative: (veritiere e documentabili e si usano “sotto condizione”)
  • indicazioni libere: (anche queste veritiere e documentabili e tali da non indurre in errore)

Indicazioni Obbligatorie

sotto questa categoria rientrano le seguenti informazioni:

A) nello stesso campo visivo senza girare il recipiente

  • Designazione della Categoria di prodotto ( es: vino, vino da uve stramature) per le altre categorie  clicca qui per i vini generici la Designazione è obbligatoria mentre per i vini DOP/IGP è facoltativa
  • Denominazione (se si tratta di DOP/IGP)
  • Titolo alcolimetro effettivo
  • Provenienza
  • Imbottigliatore (nome e sede)

B) possono essere anche in un campo visivo diverso da quelli precedenti

  • Lotto
  • Allergeni
  • Volume nominale

Alcuni chiarimenti:

– nella DENOMINAZIONE: si deve indicare il nome della DOCG/DOC/IGT (es “Barolo”, “Toscano”,”Morellino di Scansano”)

A questa deve essere aggiunto:

  • Le diciture “Denominazione origine controllata” -“Indicazione geografica tipica” o acronimo DOC/IGT Oppure Le diciture “Denominazione Origine Protetta” –”Indicazione Geografica Tipica” o acronimo DOP/IGP Oppure Tutte e due

per il TITOLO ALCOLOMETRICO Si indica in unità o mezze unità con le indicazioni -“% vol” – “Alcole effettivo”- “alc” -“Titolo alcolometrico effettivo” e in funzione della dimensione del contenitore bisogna rispettare la dimensione dei caratteri

-per la PROVENIENZA in fuzione dell’origine delle uve  si possono usare le seguenti frasi

  • “prodotto d’Italia” – “vino italiano” – “prodotto in Italia” “prodotto italiano” oppure del paese dove le UVE sono state vendemmiate e vinificate
  • “vino della Comunità Europea” per i melange UE
  • “miscela di vini di diversi paesi non appartenenti alla UE” vini di paesi terzi

-per l’ IMBOTTIGLIATORE  è:

  • imbottigliatore fisico = chi fa l’imbottigliamento
  • imbottigliatore giuridico = è colui  fa effettuare l’imbottigliamento

per imbottigliamento si intende il riempimento di recipienti fino a 60 litri

Per i vini DOP e IGP sono ammesse anche altre diciture come ad esempio, imbottigliato dall’azienda agricola oppure imbottigliato dal viticoltore ecc.

Nel caso in cui NOME e/o il COMUNE di un imbottigliatore/venditore/importatore dovesse contenere il nome di una DOP/IGP, anche in parte, per evitare di confondere i consumatori la dimensione dei caratteri per il NOME e la SEDE devono essere  inferiori a 3 mm altezza e 2 mm larghezza e comunque non superiori a 1⁄4 della designazione che compare sull’etichetta.

c’ è anche da sapere che per i Termini che si riferiscono all’azienda (Solo per vini DOP/IGP) si possono usare i termini riferiti all’azienda:

  • abbazia,
  • rocca,
  • torre,
  • villa,
  • castello,

si possono usare solo nei seguenti casi:

  • se l’uva è tutta prodotta e vinificata dell’azienda
  • solo se il nome del torre/villa/etc non contiene il nome di una DOP diversa e quindi può generare confusione (il nome “torre di Chianti ” NON si può usare su un “Toscano IGP”)

-per il LOTTO è necessario comprendere che essoIdentifica unità di vendita prodotte, fabbricate o confezionate in circostanze praticamente identiche. Il suo posizionamento deve essre tale da renderlo facilmente visibile e chiaramente leggibile il suo posizionamento è libero in etichetta o sulla confezione

Indicazioni Facoltative

le indicazioni facoltative sono

  • Annata
  • Tenore di zucchero
  • Simbolo comunitario x DOP/IGP
  • Metodi di produzione
  • Zone diverse rispetto a quelle a DOP/IGP Una o più varietà di vite
  • Menzioni tradizionali (solo x DOP/IGP)

Indicazioni Libere

Le indicazioni libere sono

  • Codice icqrf
  • Storia dell’azienda
  • Storia del vino e caratteristiche organolettiche Abbinamenti gastronomici
  • Raccomandazioni per l’uso
  • Composizione della partita
  • Titolo alcolometrico totale
  • Certificazione ISO
  • Telefono, e-mail
  • Codice a barre

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Nasce il Consorzio di tutela dei Pizzoccheri Igp

Nasce il Consorzio di tutela dei Pizzoccheri Igp

Lo scorso 18 luglio è nato ufficialmente il Consorzio di tutela dei Pizzoccheri della Valtellina Igp.

Di seguito il comunicato

Oltre 1 milione e mezzo di chili in forma secca e circa 300 mila chilogrammi in pasta fresca: questa la capacità di vendita del Pizzocchero della Valtellina IGP, un notevole giro d’affari e che adesso, dopo anni di lavoro, vede la realizzazione di un importante traguardo: la costituzione di un consorzio che tuteli il pizzocchero che, dalla 2016 ha ottenuto il via libera dell’Unione Europea per l’adozione del marchio Igp.

Questo è frutto di un lungo percorso nato nel 2002 e che ha visto coinvolti tutti gli enti, le associazioni di categoria e gli attori del territorio, affinché il questo simbolo della Valtellina potesse raggiungere questo risultato importante.
“Sono felicissimo di poter finalmente dare questa notizia- commenta Fabio Moro, presidente del Comitato per la valorizzazione dei Pizzoccheri della Valtellina e principale promotore – ed esprimo il mio più sentito ringraziamento a tutti coloro che in questi anni di sono spesi per questa causa, a partire da Regione Lombardia, Camera di Commercio, la Provincia di Sondrio, il Ministero delle Politiche Agricole e Forestali e ovviamente l’Unione Europea, fino a tutti gli attori del territorio che guidando e supportando il Comitato nel lungo e difficile percorso burocratico per l’ottenimento dell’IGP, vedono realizzato questo importante traguardo. Un mio particolare ringraziamento va al Senatore Eugenio Tarabini, al dott. Fabio Rava e alla prof.ssa Giancarla Maestroni che hanno creduto e lavorato con noi fin dal primo momento. Oggi – aggiunge Moro – inizia una sfida non meno impegnativa e significativa, ovvero la promozione dei Pizzoccheri della Valtellina IGP attraverso il Consorzio di Tutela che, mi auguro, accoglierà tutti i produttori. Al Consorzio spetterà infatti il compito di aderire, ed esserne allo stesso tempo garante, ad una filiera di qualità. Da domani, quindi, di nuovo tutti al lavoro”.

Il Consorzio, socio del Distretto Agroalimentare, collaborerà con tutti gli altri consorzi di tutela per la promozione e valorizzazione dei prodotti tipici di qualità della nostra provincia. Il presidente del Distretto Agroalimentare, Franco Moro, commenta così la notizia: ”E’ con vero piacere che mi congratulo con i produttori di Pizzoccheri della Valtellina che, dopo il riconoscimento del marchio europeo IGP, hanno coronato questo percorso con la

costituzione del Consorzio di tutela con cui il Distretto Agroalimentare di qualità della

Valtellina collaborerà strettamente per la realizzazione di tutte le iniziative di comunicazione e promozione necessarie affinché questo prodotto, unito alle eccellenze della nostra provincia, possa trovare sempre maggiore notorietà.”

 


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Proroga dei prodotti fitosanitari a base di varie sostanze attive

Proroga dei prodotti fitosanitari a base di varie sostanze attive

La Direzione Generale per l’Igiene e la Sicurezza degli Alimenti e della Nutrizione ha emesso un comunicato concernente la proroga dei prodotti fitosanitari a base di varie sostanze attive approvate e riportate nel regolamento (UE) n. 2018/917.

Nel regolamento di esecuzione (UE) n. 540/2011 è riportato l’elenco completo delle sostanze attive approvate o considerate approvate ai sensi del regolamento (CE) n.1107/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio relativo all’immissione sul mercato dei prodotti fitosanitari, con l’indicazione del periodo di approvazione per ciascuna di loro.

Ciò premesso, con il regolamento (UE) n. 2018/917, il periodo di approvazione delle sostanze attive: diquat, pimetrozina, famoxadone, metalaxyl-m e flumiossazina è stato prorogato al 30 giugno 2019.

qui di seguito il comunicato (per il pdf clicca qui)

Contestualmente, lo stesso regolamento proroga al 31 luglio 2019 il periodo di approvazione per le seguenti sostanze attive: oxasulfuron, foramsulfuron, ciazofamid, fenamidone, isoxaflutole, chlorpropham, alpha-cypermethrin, benalaxyl, bromoxynil, desmedipham, phenmedipham, metossifenozide, s-metolachlor, Gliocladium catenulatum ceppo: J1446, etoxazole, bifenazato, milbemectin, fenamifos, etefon, captan, folpet, formetanato, metiocarb, dimetoato, dimetomorf, metribuzin, fosmet, propamocarb, etoprofos, pirimifosmetile, beflubutamid, benthiavalicarb, boscalid, carvone, fluoxastrobin, Paecilomyces lilacinus ceppo 251 e prothioconazole.

Si rende pertanto necessario prorogare, per lo stesso periodo, anche i prodotti contenenti tali sostanze attive. Sono fatti salvi i prodotti fitosanitari che contengono queste sostanze attive in combinazione con altre sostanze attive aventi diverse date di scadenza.

Il presente comunicato è pubblicato sul portale del Ministero della salute www.salute.gov.it nell’area dedicata ai Prodotti Fitosanitari con le modalità di cui all’art. 32, comma 1 della Legge 18 giugno 2009, n. 69 ed ha valore di notifica alle Imprese interessate.

I dati relativi ai prodotti fitosanitari oggetto di proroga sono disponibili nella sezione “Banca Dati” dell’area dedicata ai prodotti fitosanitari del portale www.salute.gov.it.


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Commenti disabilitati su ART€A: E’ possibile segnalare i danni causati dal vento del 15 luglio in Provincia di Firenze

ART€A: E’ possibile segnalare i danni causati dal vento del 15 luglio in Provincia di Firenze  (Mugello)

 

 

Si segnala che sino al 6 Agosto 2018 alle ore 13:00 su ART€A è possibile segnalare i danni causati dal vento impetuoso che ha interessato parte del territorio della Provincia di Firenze  (Mugello e zone limitrofe).


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Bando per la concessione di contributi a favore dei soggetti attinenti ai Centri Commerciali Naturali della Provincia di Pistoia – anno 2018

 

La Camera di Commercio di Pistoia è da tempo impegnata a sostenere le iniziative di animazione dei Centri Commerciali Naturali, inseriti a pieno titolo nelle politiche regionali di sviluppo quali vere e proprie gallerie commerciali a cielo aperto suscettibili di valorizzare i territori e la loro cultura in tutte le sue declinazioni, con particolare riferimento ai centri storici.
In tale ottica, nell’ambito delle funzioni di valorizzazione del patrimonio culturale nonché sviluppo e promozione del turismo attribuite agli Enti camerali dalla L. 580/1993, così come modificata dal D.Lgs. 219/2016, l’Ente camerale intende sostenere progetti realizzati da soggetti attinenti ai Centri Commerciali Naturali da svilupparsi nel II° semestre 2018.

SOGGETTI BENEFICIARI
Soggetti associativi e consortili che attengono a Centri Commerciali Naturali (in seguito denominati proponenti), di cui all’art. 97 comma 1 lettera b) della L.R. n. 28 del 07.02.2005, il cui ambito territoriale – rientrante nella provincia di Pistoia – sia stato individuato dal Comune con proprio con atto.

MISURA DELL’INTERVENTO CAMERALE
Totale 70.000,00 Euro
con il limite di Euro 20.000,00 per ciascun soggetto proponente (importo massimo contributo camerale)- Ogni proponente potrà presentare un solo progetto.

PRESENTAZIONE DOMANDE
Le domande potranno essere presentate a partire dal 18 luglio 2018 ed entro il termine massimo del 5 settembre 2018.

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Commenti disabilitati su Canapa: il Mipaaf (Ministero delle Politiche Agricole e Forestali) ha pubblicato una circolare per la promozione e coltivazione

Canapa: il Mipaaf (Ministero delle Politiche Agricole e Forestali) ha pubblicato una circolare per la promozione e coltivazione

 

 

fonte immagine: thefoodmakers.startupitalia.eu

Canapa: il Mipaaf (Ministero delle Politiche Agricole e Forestali) ha pubblicato una circolare per la promozione e coltivazione

Canapa: il Mipaaf (Ministero delle Politiche Agricole e Forestali) ha pubblicato una circolare per la promozione e coltivazione (per scaricare la cicolare clicca qui) la quale chiarisce l’applicazione della legge 242 del dicembre 2016.
Nel testo sono richiamate le specifiche della legge e i parametri che bisogna rispettare coltivare la Canapa, nel documento c’è un espresso riferimento al tasso di THC (Delta-9-tetraidrocanna- binolo e Delta-8-trans-tetraidrocannabinolo), il cui limite resta a 0,2% della canapa greggia così come previsto da regolamento europeo.

la legge n°242/2016consente di coltivare solo le varietà iscritte nel Catalogo comune delle varietà delle specie di piante agricole, ai sensi dell’articolo 17 della Dir. 2002/53/CE del Consiglio, le quale non devono  rientrae nell’ambito di applicazione del testo unico delle leggi in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope, prevenzione, cura e riabilitazione dei relativi stati di tossicodipendenza, di cui DPR n. 309 del 1990. La coltivazione di queste varietà è consentita senza necessità di autorizzazione la quale invece deve essere richiesta per la coltivare la canapa con alto contenuto di THC, sempre per gli usi consentiti dalla legge.


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Commenti disabilitati su Igp di Pachino, al via l’iscrizione gratuita al consorzio

Igp di Pachino, al via l’iscrizione gratuita al consorzio

Possibilità valida fino al 31 dicembre

 

Il Consorzio Igp di Pachino comunica che la quota d’ingresso sarà gratuita fino al prossimo 31 dicembre.

E’ possibile iscriversi gratuitamente dal 15 luglio dopo che il CDA (Consiglio di Amministrazione) ha approvato all’unanimità la proposta. Per iscriversi è necessario inoltrare la candidatura all’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sicilia in modo da ottenere la certificazione a marchio Igp e presentarla alla segreteria del Consorzio Igp di Pachino.

Individuata – spiegano dal Consorzio – anche una formula d’ingresso per i confezionatori per i quali è stato previsto l’abbattimento del 75% della quota di iscrizione. “Vogliamo – ha detto il presidente del Consorzio di Tutela Pomodoro di Pachino Igp Salvatore Lentinello – che l’agricoltore possa riconoscere il Consorzio di Tutela Pomodoro di Pachino Igp, come la sua seconda casa”. “Bisogna rendersi conto che, in un mercato globalizzato con prodotti provenienti da molte altre nazioni, è una grossa opportunità – ha specificato inoltre il presidente – poter garantire che il pomodoro sia ottenuto nella nostra zona nel rispetto del nostro disciplinare”.

“Non dobbiamo fare l’errore di preferire – ha concluso – la lavorazione del prodotto convenzionale a quelle del pomodoro a Indicazione Geografica Protetta. Il marchio Igp appartiene al territorio e quindi è di proprietà di tutti i nostri agricoltori. Consorziarsi – ha incalzato – vuol dire partecipare attivamente alla scelta delle strategie da attuare in termini di tutela e promozione e quindi incidere sulle politiche di valorizzazione del territorio”.


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Commenti disabilitati su Stevia – Stevia rebaudiana Bertoni

Stevia – Stevia rebaudiana Bertoni

fonte immagine: http://www.reherb.eu/en/content/stevia-rebaudiana

Stevia – Stevia rebaudiana Bertoni

una coltura la cui coltivazione è possibile anche in Italia con il sistema dell’agricoltura biologica

Stevia – Stevia rebaudiana Bertoni, la tassonomia:
Famiglia: Asteracee (Composite)
Genere: Stevia
Specie: rebaudiana Bertoni.

La varietà più conosciuta è la Stevia rebaudiana Bertoni anche se in natura ne esistono più di 100 varietà.

Le varietà più apprezzate sono: Criolla, Morita e Eirete:

  • Native Variety (Criole/Criolla):  ha un sapore meno dolce rispetto ad altre  però è molto resistente alle carenze idriche,
  • Stevia Eirete: è un ibrido originato in Paraguay  ed è usato per la coltivazione in pieno campo: il prodotto ottenuto da questa varietà ha un potere dolcificante maggiore della Native
  • Stevia Morita II: questa varietà è stata selezionata per ottenere un prodotto con un potere dolcificante  maggiore della Native però è più sensibile alla mancanza d’acqua
  • Stevia Morita III: è una varietà ottenuta dall II, il potere dolcificante è uguale alla varietà genitrice però è più resistente alle carenze idriched
  • Katupyry: varietà selezionata in Paraguay  èd è adatta per i climi aridi ed è dotata di elevato potere dolcificante

Descrizione

La Stevia rebaudiana è una pianta perenne ed è originaria  dell’Alto Paraná nel Paraguay sudorientale. 

La Stevia è un suffruttice, i fusti  tendono a diventare legnosi, il portamento è eretto. Nelle prime fasi  ha un solo stelo, ma crescendo negli anni  assume un portamento cespuglioso. Nel suo ambiente naturale raggiunge i 90 cm ma se coltivato ai tropici può superare il metro

Radice: l’apparato radicale  è fibroso, sono presenti  numerose radichette laterali, ed è sprovvisto del principio dolcificante

Fusto: il fusto è tomentoso (ricco di peluria), inizialmente ha una consistenza erbacea ma nel proseguire della stagione tende a lignificare alla base

Foglie: le foglie sono la sede centrale del principio dolcificante (denominato stevioside e rebaudoside A). La loro forma è lanceolata, seghettate e tomentose in entrambe le pagine. Il colore è verde chiaro nella pagina inferiore e verde scuro nella pagina superiore

Infiorescenza: i fiori sono molto piccoli, sono ermafroditi, la corolla ha 5 petali campanulati

Frutto: è un achenio indeiscente molto piccolo, dotato di pappo, (peso di 1000 semi circa 0,20 g)

                    particolari dell’infiorescenza del fusto e della foglia

Coltivazione della Stevia

Preparazione del suolo: L’adeguata preparazione del terreno, prima dell’impianto della coltura, è essenziale per ottenere un buon sviluppo e una buona produzione. La Stevia richiede una rigorosa preparazione del terreno. E’ necessario preparare un buon letto di semina econsiglia un’aratura a una  profondità non superiore a 25 cm.

Prima di mettere a dimora le giovani piante è importante aver fatto tutte le concimazioni e i trattamenti necessari.

E’ importante iniziare la fertilizzazione circa un mese dopo il trapianto con concimi a lenta cessione, il massimo utilizzo degli elementi nutritivi coincide con il maggiore sviluppo della pianta, quindi nei mesi tra giugno e agosto dobbiamo apportare sempre il concime.

Il seguente  schema di fertilizzazione può servire da guida per : 180 kg / ha di azoto (N), 60 kg / ha di potassio (K) e 92 kg / ha di fosforo (P).

Riproduzione per seme

Con il seme ottenuto possiamo procedere alla preparazione del semenzaio, si consiglia un buon terriccio organico di tessitura fine e drenante su cui appoggiare i semi, che non devono essere coperti perché la germinazione avviene alla luce. Il tempo di germinazione è molto lungo servono almeno quarantacinque giorni a 20°C, quando la piantina avrà 6-8 foglie vere, è pronta per il trapianto.

Riproduzione per talea

La talea si ottiene più facilmente da punta (3-4 nodi). L’epoca migliore per fare le talee  è la tarda primavera. Le talee radicano circa in 15-20 giorni e sono pronte al trapianto dopo quarantacinque giorni.

 Esigenze ambientali

I  requisiti  più importanti sono clima, fotoperiodo, temperatura, terreno, pH del terreno e acqua.

Fotoperiodo I fotoperiodi lunghi aumentano la lunghezza degli internodi, l’area fogliare, il peso secco e accelerano l’aspetto delle foglie. La sostanza secca si riduce della metà con un fotoperiodo di pochi giorni. Il fotoperiodo critico per lo sviluppo della stevia è di 13 ore, ma esiste una grande variabilità genetica tra gli ecotipi.

Temperatura La Stevia è una specie originaria della zona subtropicale semi umida con temperature estreme comprese tra -6 e 43 ̊C, con una media di 24 ̊C. Si ritiene che la temperatura ottimale è compresa tra 24 e 28 ̊C. Nei nostri climi la stevia presenta un ciclo colturale primaverile estico con un periodo di quiescenza in inverno.

Terreno Il terreno ideale  della stevia è sabbioso-argilloso, argilloso e sabbioso-limoso. Si adatta bene a terreni con un buon drenaggio,. Non sopporta il ristagno idrico. 

pH Il pH ottimale è quello sub-acido ma sopporta valori di 7,5 purchè non ci sia una salinità elevata

Acqua: Il fabbisogno idrico di questa specie è alto e continuo; cioè, l’acqua non deve mancare durante le diverse fasi del suo sviluppo.  Stevia non tollera lunghi periodi di siccità, per cui nelle zone in cui le precipitazioni annuali sono inferiori a 1.400 mm è necessario utilizzare sistemi di irrigazione. Uno studio in Toscana ha messo inm risalto che tra giugno e agosto la Stevia necessita circa 500 mm di acqua, nelle fasi iniziali la pianta ha un consumo più alto rispetto alle fasi successive. Nei nostri areali l’irrigazione è indispensabile

Semina

il sesto di impianto  è 0,45 m x 0,20 m avendo una densità di  oltre 100.000 piantine/ha.

La Stevia può essere piantata in qualsiasi momento dell’anno, purché si abbia a disposizione un sistema di irrigazione, però per garantire il successo del trapianto, è consigliabile iniziare le piantagioni nei mesi più piovosi.

Raccolta

La raccolta avviene tramite lo sfalcio della parte aerea avendo cura di preservare le gemme basali.

Nella zona di origine, dove la coltura presenta una vegetazione continua, lo sfalcio avviene più volte all’anno (massimo di tre sfalci). Nei nostri areali la Stevia si comporta come primaverile estiva, con periodo invernale di quiescenza.

Il prodotto sfalciato deve essere sottoposto al processo dell’essiccazione, per ridurre l’unidità a valori inferiori al 10%. L’essicazione può eessere fatto o con forni termoventilati oppure al Sole.

Successivamento allo sflacio è necessario procedere la battitura manuale o meccanica, operazione che consente la separazione delle foglie dagli steli. La parte fogliare  ottenuta dalla battitura deve essere sottoposta a operazione di ventilazione, al fine  di separare, in funzione del peso, diverse frazioni di erbe dalla polvere e dalle impurità inerti.

 

Per maggiori informazioni sulla stevia contattateci.

 


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Commenti disabilitati su contributi valorizzazione del patrimonio culturale, lo sviluppo e promozione turistica

Bando per la concessione di contributi per il cofinanziamento di iniziative per la valorizzazione del patrimonio culturale, lo sviluppo e promozione del turismo – Anno 2018

La Camera di Commercio della Maremma e del Tirreno ha attivato un contributi valorizzazione del patrimonio culturale, lo sviluppo e promozione turistica – Anno 2018

Termine per la presentazione delle domande: 30 novembre 2018, salvo chiusura anticipata del bando per esaurimento fondi

La Camera di Commercio della Maremma e del Tirreno nell’ambito della “Valorizzazione del patrimonio culturale, sviluppo e promozione del turismo”, allo scopo di intensificare e promuovere la conoscenza e la fruizione dei beni culturali e paesaggistici, informa che la possibilità di ottenere contributi sarà subordinata alla partecipazione del bando.

Lo stanziamento complessivo destinato all’iniziativa è pari ad € 87.000.

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(articolo da http://www.lg.camcom.gov.it/pagina0_home.html)